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INTERVISTE

Zazzaroni: “Saldo zero è la traduzione di salto zero”

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Ivan Zazzaroni

Nuovo editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni che attacca in maniera diretta il presidente della Lazio Claudio Lotito.

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L’editoriale di Ivan Zazzaroni, che attacca senza mezzi termini il presidente Lotito.

“Benvenuti al mercato a saldo zero, una specie di Mercante in fiera in cui al buio, tra un bicchiere e una fetta di panettone, si scambia la carta (il giocatore) con il vicino e ne si ottiene un’altra – uno vale uno, vi ricorda qualcosa? – sperando in un colpo di culo. Così vanno le cose dalle parti della Lazio ed è pacifico che, come ne Il Gattopardo, perché tutto rimanga com’è, è necessario che tutto cambi.  

I sogni, l’ho ripetuto decine di volte, nel calcio hanno un prezzo e un costo e prevedono un impegno economico – a star bassi – di decine di milioni che con ogni evidenza, dalle parti di Villa San Sebastiano, non hanno alcuna intenzione di sostenere. Si naviga così a vista, riempendosi la bocca di una parola, sostenibilità, che sembra pronunciata da un capo del governo in procinto di annunciare una manovra finanziaria lacrime e sangue, ma che con le ambizioni pallonare c’entra pochissimo”.  

Zazzaroni prosegue il suo attacco nei confronti di Lotito.

“Ma come suggerisce Einstein, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. E la Lazio di Lotito è immobile da troppo tempo. Un’amarezza che non somiglia a una novità ed è figlia dell’assuefazione perché è da una vita che la Lazio fa mercati a saldo zero. È a saldo zero nella sua essenza, nella sua quotidianità, nella sua prospettiva esistenziale.  

Saldo zero è la traduzione esatta di salto zero. La botta psicologica e il disincanto, ormai tatuato sotto pelle, il tifoso li avverte, li subisce, li introietta. E poi, come è ovvio – bisogna pur provare a tendere alla felicità – si disamora. La protesta, la rinuncia dichiarata, il ponte sul quale sventola bandiera bianca ha tante ragioni stratificate nel tempo e un solo padre (padrone). Come si fa ad andare avanti così? Come si fa a nutrirsi di solo rimpianto? Come si fa a ricordare, eternamente, che un giorno in questa squadra giocarono Salas, Stam e Veron? Non si può. E infatti, come nei film con Troisi, si è fatto silenzio. Un silenzio che fa ridere soltanto chi laziale non è. Un silenzio che sa di funerale”.

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