INTERVISTE
ESCLUSIVA – Zazzaroni: “Cessione Lazio? Escludo totalmente quel nome”
Al microfono, in esclusiva, di Marco Fabio Ceccatelli
Il direttore del Corriere dello Sport – Stadio Ivan Zazzaroni è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni. Tanti i temi analizzati: dalla contestazione dei tifosi della Lazio contro Lotito, alle voci su una possibile cessione del club, passando per l’arrivo di Gattuso e per il calciomercato che si presume sarà a saldo zero.
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Le parole del direttore del Corriere dello Sport – Stadio Ivan Zazzaroni nell’intervista esclusiva a Lazionews.eu.
Che momento è questo per la Lazio? Si tratta del periodo più complicato dell’era Lotito?
“Ovvio! Mi sembra il più complicato per ragioni che sono sotto gli occhi di tutti. La protesta è diventata sistematica e il fatto che sia così forte e continua crea un problema serio per Lotito e per la Lazio in termini di rapporti. Non ricordo in 22 anni un periodo così difficile, nemmeno quando anni fa fecero 11 abbonamenti il primo giorno. Adesso siamo al vuoto ed è un vuoto che non riguarda solo la Curva Nord, io credo che abbia investito anche gli altri settori dello stadio. Ti dico però che ho amici laziali che sono contro questa protesta, hanno paura che possa determinare la fine della Lazio”.
Si è arrivati ad un punto di non ritorno fra Lotito e la tifoseria?
“Non c’è mai stato un momento in cui Lotito abbia cercato un dialogo, anzi gli è partito anche quell’insulto rivolto alla tifoseria. Forse un momento di leggerezza da parte sua. Mi sembra si tratti di un punto di non ritorno, ma nel calcio ne ho viste di tutti i colori. Magari con qualche risultato, con degli acquisti importanti. Anche quella sarebbe una forma di dialogo da parte di Lotito, costruire una squadra più competitiva”.
Oltre al boicottaggio degli abbonamenti, alle disdette alle pay tv, agli sponsor che si lamentano, la Lazio dovrà fare i conti anche con la seconda stagione consecutiva senza competizioni europee, è una situazione economicamente sostenibile per la proprietà attuale?
“Non te lo so dire perché non entro nelle tasche di Lotito. Sicuramente si tratta di una situazione economica poco favorevole. Non so se lui abbia le spalle così larghe da poterla reggere a lungo. Sicuramente viene toccato non solo nel cuore, ma anche nel portafoglio. Mi pare chiaro quale sia l’intento della protesta della tifoseria laziale. Non ti dirò se sono favorevole o meno, ma l’ho trovata una forma di protesta molto attiva. Dopo 22 anni è un segnale di grande rottura”.
A proposito di momento di rottura, si è fatto un’idea sulle numerose voci che stanno circolando in queste settimane su una possibile cessione della società da parte di Lotito?
“Io di cose concrete non ne ho ancora viste. Ho sentito tante voci su sceicchi, fondi, ma io non ho visto niente. Non mi sembra che al momento ci sia un interessamento reale di qualcuno. Addirittura ho sentito parlare di Pignataro, ma posso dirti che non gli interessa assolutamente la Lazio e non ho capito perché lo abbiano tirato in mezzo. Ha un senso di riservatezza molto forte e non ha intenzione di esibirsi nel calcio. Qualcuno ha parlato di incontri con Pignataro? Mi sentirei di escluderlo totalmente.
Lotito venderà la Lazio? Secondo lei per quale cifra si lascerebbe tentare?
“Non posso fare il mago Otelma. Un giorno probabilmente venderà, ma non so quando, non so a chi. Lotito ha valutato la Lazio una cifra fuori mercato”.
Si poteva chiudere in maniera diversa con Sarri?
“Sicuramente, ma era inevitabile che finisse. Secondo me Sarri aveva già maturato questa idea da molto tempo”.
Come valuta l’arrivo di Gattuso sulla panchina della Lazio?
“Sarà il campo a decidere. Molto dipende dalla squadra che gli costruiranno. L’importante è che i calciatori presi siano compatibili con le idee di Gattuso”.
Un’opinione sul progetto Flaminio. La conferenza dei servizi preliminare è partita, ci sono i margini perché si riesca a concludere in tempi brevi?
“In questi anni di progetti di stadi a Roma ne ho visti veramente tanti, al momento mi sembra che sia tutto molto fermo. Non so sinceramente il progetto Flaminio fino a che punto si possa sviluppare”.
di Marco Fabio Ceccatelli
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