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PAGELLE LAZIO SAMPDORIA LAZIONEWS.EU – Undicesima vittoria consecutiva per la Lazio che incanta l’Olimpico e batte 5-1 la Sampdoria di Ranieri. Partita chiusa già nel primo tempo e gestione perfetta dei biancocelesti. Queste le pagelle del nostro direttore Paolo Cericola.

Strakosha 6: non fa interventi importanti, prende goal su una disattenzione difensiva senza poter far nulla. 

Patric 7: torna titolare in campionato dopo la coppa Italia. Veloce negli inserimenti e lucido in chiusura. Ottimo il suo rientro. 

Acerbi 7: la velocità degli avanti Doriani non gli crea mai un problema. Diffidato non rischia mai,  tanto che Inzaghi lo preserva. 

Radu 7: legge ogni spinta a sinistra della Samp senza mai soffrire. 

Lazzari 7,5: una freccia a destra. Salta avversari e mette assist con assoluta continuità. Inarrestabile. 

Leiva 7: è tornato a giocare con il joystick. Sceglie sempre il posto giusto al momento giusto. 

Milinkovic 7: straripante in forza fisica, regge il centrocampo con letture intelligenti e giocate geometriche. 

Luis Alberto 7,5: se lo lasci giocare diventa micidiale. Testa alta e giocate illuminati. Quanta qualità. 

Jony 7: si trova a suo agio anche da 5º. Cresciuto tanto in fase difensiva, la fase offensiva è sempre stata il suo pane. 

Immobile 8: si prende la squadra sulle spalle con tanta forza fisica e non solo. Fa 23 in 19 partite, 112 in maglia biancoceleste mettendo Chinaglia, 10 in più, nel mirino. Si porta il pallone a casa. Meraviglioso. 

Caicedo 7: ci mette 5 minuti a sfruttare la dormita di Colley e portare in vantaggio la Lazio. Sempre lucido, fa sempre la giocata più intelligente per la squadra. 

Inzaghi 8: qualcuno vedeva una Lazio in calo fisico all’inizio dell’anno. La risposta è arrivata in 20 minuti, annichilita la Sampdoria in pochi minuti. Vince anche l’11ª consecutiva in maniera travolgente. 

Bastos 7: ci mette una manciata di minuti a lasciare la traccia sulla gara. Destro e 4 a 0. 

Adekanye 6,5: fa strappi continui costruendo pericoli. Fa espellere Chabot quando ormai è lanciato a rete.

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Nella notte dei tempi, era il 1994, decisi che il giornalismo doveva essere la mia strada; così è stato. Ho iniziato con il nuoto poi il calcio dei grandi. Ho consegnato giornali nei bar, nei circoli, per strada, annusando il profumo delle rotative ed il fascino della stampa su carta. Mondiali, europei, Nazionale, il miglior momento del calcio Nazionale con le ‘7 sorelle’....non mi sono fatto mancare nulla. Ho lavorato per il Corriere dello Sport, il Tempo, il Giornale, l’agenzia di Stampa Dire, Radio Incontro e dal 1997 sono inviato di Radio Radio. L’unico hobby che ho coltivato ed al quale non rinuncio: 3 figli meravigliosi.

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