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TAMPONI LAZIO LOTITO- Ci si aspettava di ricevere comunicazione sulle motivazioni della sentenza emessa dal Tribunale Federale in merito al caso tamponi. Com’è noto, il Presidente Lotito è stato deferito per 7 mesi, i medici Rodia e Pulcini per 12, mentre la società è stata multata di 150 mila euro. La Gazzetta dello Sport oggi in edicola ha riportato i dettagli dell’inchiesta con le conclusioni alle quali è addivenuto il Presidente del Tribunale Cesare Mastrocola. Ne è uscito un quadro a tinte fosche per quello che riguarda le responsabilità dello staff medico biancoceleste.

La Lazio e il caso tamponi: le motivazioni del Tribunale Federale

Con riferimento alla presenza di Ciro Imnobile in Torino-Lazio, il Tribunale ha sostenuto quanto segue. “La Lazio non ha posto in essere le conseguenti misure di comunicazione idonee ad attivare le conseguenti attività da svolgere in stretta interlocuzione con l’autorità sanitaria. Sarebbe paradossale ritenere escluso quest’obbligo a carico delle società professionistiche. Risulta palese la responsabilità della componente medica”.

Lazio, cadute le accuse in relazione all’allenamento pre-Zenit

Sono cadute le accuse relative all’allenamento alla vigilia della gara contro lo Zenit. Alla sessione parteciparono Immobile, Strakosha e Leiva, risultati positivi ai tamponi UEFA del laboratorio Synlab. In questo caso l’operato dei medici è stato giustificato “per il brevissimo lasso di tempo intercorso dall’intervenuta ricezione della comunicazione delle positività alla fine dell’allenamento”.

Sulla posizione del Presidente Lotito

“Non sembra possa imputarsi al Lotito quanto espressamente contestato in deferimento e, tanto, pur in presenza del suo innegabile interessamento per la vicenda in oggetto, atteso che, ad ogni buon conto, non è in alcun modo dimostrato, nè contestato, che nella sua funzione di presidente, il Lotito abbia impedito l’attivazione delle procedure”. Lotito però avrebbe “dovuto imporre un comportamento idoneo a vietare ai positivi di poter rientrare nei ranghi della squadra. Ed imporre loro l’isolamento previsto”.

Caso tamponi: le mosse della Lazio

Il club ha a disposizione 30 giorni per presentare ricorso alla Corte Federale. Il patron Lotito, considerando che i capi d’accusa sono per lo più rivolti ai medici, punta all’assoluzione personale.

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