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Caso tamponi, la Lazio ha presentato il ricorso alla Corte Federale
TAMPONI LAZIO CORTE FEDERALE – Altra tappa di carattere giudiziario in casa Lazio. Oggi, infatti, i legali del club biancoceleste hanno presentato il ricorso, presso la Corte Federale, sul caso tamponi. La sentenza emessa il 26 marzo ha disposto 7 mesi di inibizione al Presidente Lotito, 12 ai medici sociali Rodia e Pulcini, e 150 mila euro di multa al club. Qualche giorno fa, precisamente il 6 aprile, sono state rese pubbliche le motivazioni della sentenza.
Caso tamponi, il ricorso della Lazio presso la Corte Federale
Nelle suddette disposizioni, si evinceva come la Lazio, dopo le positività, non avrebbe “posto in essere le conseguenti misure minime di comunicazione, idonee ad attivare le conseguenti attività da svolgere in stretta comunicazione con l’autorità sanitaria”. In sostanza per il Tribunale Federale sarebbe spettato ai medici e non al laboratorio UEFA comunicare all’ASL i nominativi dei calciatori positivi. Il Presidente Lotito avrebbe dovuto “imporre l’isolamento” ai giocatori. Come riportato da Il Corriere dello Sport, la strategia del club biancoceleste è chiara: il patron punta all’assoluzione. Lo stesso verrò presumibilmente chiesto per lo staff medico, per il quale però appare difficile una cancellazione in toto della sentenza emessa.
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