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Mancini si aggiudica la sfida tra ex laziali nella Champions asiatica

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Simone Inzaghi e Roberto Mancini, due ex biancocelesti che di certo non hanno bisogno di presentazioni, si sfideranno stasera nella Champions League asiatica, seduti rispettivamente sulla panchina dell’Al-Hilal e del Al-Sadd. Una sfida dal sapore speciale per due grandissimi allenatori dal passato intrecciato.

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AGGIORNAMENTO 14 APRILE – La sfida se la aggiudica Roberto Mancini, fresco vincitore del campionato qatariota, che continua la marcia nella Champions League d’Asia. La partita si decide solo ai rigori, dopo che nel tempo regolamentare Inzaghi aveva potuto festeggiare la rete di Sergej Milinkovic-Savic. Il gol, però, servirà solo a fare statistica, dato il risultato finale.

Al-Hilal – Al-Sadd: Inzaghi ritrova Mancini nella sfida di Champions League asiatica

Stasera, alle ore 20 italiane, andrà in scena una suggestiva sfida tra due tecnici italiani dal passato biancoceleste: Simone Inzaghi e Roberto Mancini. Il palcolscenico, tuttavia, non sarà il Belpaese, ma Jedda, location prescelta per far disputare in gara unica le sfide della Champions League asiatica. Da un lato ci sarà l’Al Hilah di Inzaghi, probabilmente la squadra più forte del continente, che conta in rosa fuoriclasse del calibro di Milinkovic, Theo Hernandez e Benzema; dall’altro l’Al-Sadd di Mancini, che vanta in rosa il talento di Firmino e in inverno ha provato a strappare Romagnoli alla Lazio.

Mancini e Inzaghi: storia di un passato intrecciato

Un incrocio del destino, quello fra i due tecnici italiani, che prima d’ora si sono sfidati solo in un’occasione. Si tratta di Lazio-Inter 2-0, risalente a 10 anni fa, quando il Mancio sedeva sulla panchina dei nerazzurri, mentre Simone guidava i biancocelesti, sottolinea il Corriere dello Sport.

Ma il passato ha intrecciato le loro storie ben più di una volta. “Roberto per me è stato importantissimo, mi ha voluto alla Lazio, è diventato il mio allenatore, mi ha insegnato tanto, gli sarò sempre grato”, ha detto a tal proposito Inzaghi. Il suo arrivo in biancoceleste dal Piacenza, infatti, fu propiziato proprio dal suggerimento di Mancini, che convinse Eriksson e Cragnotti a puntare sul fratello di Pippo. Scommessa vinta, considerati i 19 gol stagionali e lo scudetto finale. Due anni dopo fu proprio Roberto Mancini a sedersi sulla panchina dell’Aquila e a comandare i movimenti di un Simone ribelle. Più avanti, Inzaghi ripercorse le orme del suo amico ed ex allenatore, diventando tecnico prima della Lazio e poi dell’Inter, con cui entrambi hanno vinto il tricolore.

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