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La LAZIO è sempre più sola

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Tempo di lettura: < 1 minutoRASSEGNA STAMPA SS LAZIO – La contestazione dei tifosi della LAZIO non si limita solo alle assenze allo stadio, ma si estende anche in tutte le altre attività parallele. Come riporta Il Tempo (G. Cherubini), tutti i LAZIO STYLE della Capitale che hanno subito un’inflessione sulle vendite del 25% nella prima parte della stagione (determinata anche dai risultati raccolti da PETKOVIC) per arrivare al 50% a marzo. Ne è un esempio il Lazio Style di Talenti: «In questi ultimi mesi di dura contestazione il sogno si sta per spezzare pur comprendendo le ragioni che spingono ognuno di noi nelle varie forme di tifo e la posizione assunta dalla società a tutelare lo stesso patrimonio, ecco che noi che siamo nel mezzo, rischiamo dopo meno di due anni di veder chiudere e perdere quel patrimonio familiare che in decenni abbiamo costruito, ma questa volta non per scelta ma perché coinvolti in qualcosa più grande di noi: in una lotta spietata che non conosce rispetto. Oltre, che l’enorme danno economico che stiamo subendo, non mi capacito che proprio nel momento calcistico in cui la seconda squadra della Capitale primeggia, noi ci neghiamo il diritto di issare, indossare, portare ostentare il simbolo e i colori della prima squadra della Capitale», scrive Massimiliano De Toma. Gli unici acquirenti sono i ragazzi dai 13 ai 14 anni ma non si vendono le maglie gara ufficiali e non c’è stata la KLOSE mania. Anche la linea LULIC 71′ ha fatto flop. Restano consolidate le vendite di sciarpe, palloni e tute.

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