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La rivoluzione di Sarri: lo scudiero Milinkovic e il nodo Luis Alberto

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LAZIO SARRI RIVOLUZIONE – C’è soddisfazione, nell’ambiente biancoceleste, per la prestazione di Empoli, condita anche da un risultato che ha garantito alla Lazio di partire col piede giusto in campionato. Il giorno dopo il match è tempo di riflessioni approfondite su quanto siano stati assimiliati i concetti del tecnico. Un argomento chiave per capire quanto il Sarrisimo abbia già fatto breccia, sia a livello tattico che di convinzione, nella rosa biancoceleste. La Gazzetta dello Sport oggi in edicola ha evidenziato gli IN e gli OUT della prima uscita stagionale della nuova Lazio di Sarri al Castellani.

La rivoluzione di Sarri: i nodi da sciogliere

Certamente il Comandante, pur nella maniacalità del suo lavoro, sa benissimo che per vedere appieno la sua cretaura c’è ancora bisogn di tempo. Ad Empoli l’intenistà ed il ritmo alto si sono visti solo a tratti. Alcuni singoli hanno risposto subito presente, sfoderando una prestazione in linea coi dettami del tecnico. Milinkovic-Savic, ma anche Lazzari e Pedro, su tutti. Poi c’è il problema della difesa, apparsa fragile e lenta nei meccanismi di allineamento, e il nodo Luis Alberto. Lo spagnolo appare ancora abbastanza restìo ad assimilare il cambio di ritrmo che Sarri, rispetto al predecessore Inzaghi, ha imposto come marchio di fabbrica del suo gioco. Al contrario del Sergente, che appare perfettamente calato nella realtà del Sarrismo come dimostrano le dichiarazioni nelle intervista post-partita, il Mago deve ancora mostrare di credere al 100% nel progetto. Questo è uno dei punti nodali per ammirare una Lazio di qualità che rispecchi il più possibile le rivoluzionarie idee del suo allenatore.

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