Alla scoperta della Norvegia: dal Rosenborg al Molde, il calcio tra i fiordi

IL PAESE – Più su c’è solo il Polo Nord. La Norvegia, monarchia costituzionale nella penisola scandinava, si presenta così nell’immaginario collettivo: fiordi, boschi e neve, con colline e montagne a fare da sfondo. E Frozen. Sì, perché il famoso cartone animato della Disney si ispira a questa terra e secondo una ricerca di Reserchgate dopo il successo al botteghino, si sarebbe incrementata del 153% la vendita di biglietti aerei verso il Paese. Uno stato in cui la lingua norvegese si declina in due forme scritte diverse: il bokmal e il nynorsk, rispettivamente utilizzate dall’85% e dal 15% della popolazione. Sono poco più di 5 milioni gli abitanti della Norvegia, il secondo stato meno densamente abitato d’Europa (solo 385.199 km quadrati) alle spalle dell’Islanda, ma quello con l’indice di sviluppo umano più alto del mondo. Insomma, tra i fiordi si vive bene nonostante il freddo e la poca luce (attualmente alle 15.00 c’è già il tramonto), ma il costo della vita è altissimo. Paese all’avanguardia per la produzione di energia idroelettrica, sfruttamento dei giacimenti petroliferi, esportazione di materie prime e pesce, con la capitale più a nord d’Europa di tutte: Oslo. Nell’arte e nella cultura è per tutti la città di Munch, pittore tra i pionieri dell’espressionismo di cui molti ricordano “L’urlo”.

IL CALCIO IN NORVEGIA – Notizia che sconvolgerà molti: in Norvegia non ha sempre vinto il Rosenborg. Il club di Trondheim è sicuramente la squadra più importante e titolata del Paese con i suoi 23 titoli, ma ne ha vinti 13 consecutivi dal 1992 al 2004 ed il primo solamente nel 1969. Prima di quella data era lotta a due, o quasi, tra Fredrikstad e Larvik Turn, squadre sconosciute ai più ora cadute rispettivamente nella disgrazia di 2° e 3° serie. Degna di nota anche la storia del Viking, club di Tippeligaen (la nosta Serie A) in grado di vincere per 4 volte di fila il campionato dal ’72 al ’75. Negli ultimi anni la crisi del Rosenborg ha un nome: il Molde, il club di quella conosciuta come “la città delle rose”. Storicamente società con una grande scuola giovanile (da lì provengono campioni del calcio norvegese come Solskjær e Rekdal) negli ultimi 5 anni ha vinto 3 titoli, ma a differenza del Rosenborg non ha una grande tradizione europea. Entrambe hanno però in comune il picco più alto: la Champions League 1999-00, con il Molde che si ferma alla fase a gironi e il Rosenborg di Eggen che invece stupisce l’Europa fino alla seconda fase portando a casa le teste di Borussia Dortmund, Feyenoord e Boavista. E’ tutt’ora il miglior risultato del calcio norvegese in Europa.

IL ROSENBORG – “La nostra mentalità è apertura. Come club e come popolo, la chiusura la lasciamo agli altri” così mister Ingebrigtsen spiegava la motivazione di un allenamento a porte aperte alla vigilia del match contro la Lazio. Semplicità che riporta alla mente un calcio diverso, romantico e lontano parente di quello pieno di tensioni tipicamente italiano. A Trondheim, Soderlund, Helland e compagni hanno riportato il titolo dopo 5 anni di assenza, troppi per chi negli ultimi 25 anni ha sempre primeggiato. Nella città che sorge sul fiordo Trondheimsfjord e in cui scorre il fiume Nidelva è stato apprezzato però soprattutto il gioco offensivo della squadra. Il 4-3-3 è un marchio di fabbrica e lo sarà anche contro la Lazio: tra i pali Hansen, poi Svensson, Eyjolfsonn, Bjordal e Dorsin in difesa. A centrocampo trio con Midtsjo e ai suoi lati capitan Jensen e Salnaes. Davanti come supporto a Soderlund, de Lanlay e Helland. Squadra che in Italia è conosciuta per un coro cantato dai giocatori dopo ogni vittoria: “Shala la la la la…oh Rosenborg” prima sussurrato, poi ripetizione dopo ripetizione cantato sempre più forte, fino all’esplosione totale di gioia. E’ già un tormentone sul web e i laziali sperano di non doverlo sentire domani sul prato del Lerkendal Stadion: l’aquila vuole continuare a volare nei cieli d’Europa.

Giorgio Marota
TWITTER: @GiorgioMarota

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.