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LAZIO PRIMAVERA

TOP 50 Primavera. MINALA sul gradino più alto, presenti anche altri 10 biancocelesti…

La classifica è stata stilata dal Corriere Laziale, noto quotidiano specializzato nel calcio giovanile…

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NOTIZIE SS LAZIO – Dopo lo scudetto conquistato lo scorso anno, la LAZIO Primavera sta continuando a stupire macinando gioco e risultati. Dopo la vittoria della Coppa Italia ora la truppa di Simone Inzaghi sogna di bissare il successo di dodici mesi fa e conquistare uno storico double, un’impresa che rappresenterebbe un record per la categoria. Un rendimento eccezionale delle ‘Baby Aquile‘ che viene certificato anche dalla Top 50 dei migliori prospetti del campionato Primavera che è stata stilata dal Corriere Laziale: a primeggiare su tutti infatti c’è il nome di Joseph MINALA che occupa la posizione più alta della graduatoria (“Anno stupendo, e dire che l’anno scorso facevo i dilettanti! Grazie a tutti e forza Lazio!, il suo commento su Twitter). Ma il camerunense non è il solo laziale ad essere presente nella lista, dove compaiono ben dieci dei suoi compagni. Ecco tutti i piazzamenti degli aquilotti, con le relative schede curate da Fabio Belli:

1 – JOSEPH MARIE MINALA
“Un anno fa, Keita Balde Diao s’impose come miglior giocatore del campionato Primavera cambiando il volto della Lazio, poi campione d’Italia, nella seconda metà della stagione. Minala ne ha ripercorso in tutto e per tutto le orme, peraltro mettendo già in cascina il primo trofeo stagionale, la Coppa Italia. Ex Vigor Perconti e volto già noto del calcio laziale, una sua foto alla prima convocazione in prima squadra ha scatenato un clamoroso caso riguardante i dubbi sulla sua età. Clamoroso perché si è scatenata una ridda di ironie per il suo aspetto, che ha messo completamente in secondo piano le valutazioni tecniche sul suo conto. Peggio per gli altri: oltre a dimostrarsi un autentico dominatore del centrocampo, Minala ha messo in luce una confidenza con il gol estrema. Le gemme in finale di Coppa Italia contro la Fiorentina e nel derby di ritorno, tra le ironie del pubblico giallorosso letteralmente gelato ai suoi gol, sono state la rivincita migliore. L’esordio in Serie A, però, come soddisfazione non si batte. E lo scudetto Primavera? Chissà…”.

5 – MAMADOU TOUNKARA
“In una classifica del genere, un predestinato al podio, forse al numero uno. E’ l’evoluzione della specie di un certo tipo di attaccante, sicuramente vale oro quanto pesa. A frenarlo c’è stato però un brutto infortunio, più di due mesi out. E poi qualche squalifica di troppo, per uno come lui nato per essere un leader, un vero peccato. Alla fine ha giocato mezzo campionato: se alla Final Eight sarà al 100%, saranno dolori. Stavolta per gli altri”.

7- CRISTIANO LOMBARDI
“E’ stato una delle armi segrete della Lazio di Inzaghi. Impossibile non apprezzarne i progressi rispetto alla passata stagione, e contestualmente è aumentato anche il peso specifico dei suoi gol. Muovendosi largo, con le sue conclusioni in diagonale è stato la disperazione di tanti portieri. Merita assolutamente una chance tra i grandi, difficile trovare un attaccante capace di coniugare tecnica e grinta come lui”.

10 – LUCA CRECCO
“Dall’esordio in Serie A contro la Juventus è passato un anno, ma Crecco continua a crescere ancora con grande convinzione. A volte è mancato un pizzico di continuità, ma nessuno sa innescare con qualità e intuizioni-lampo il centrocampo come ha fatto lui con i Campioni d’Italia. Ora merita una chance ai piani alti, in biancoceleste oppure, come accaduto con Cataldi, in qualche club che sappia valorizzarlo”.

16 – LORENZO FILIPPINI
“E’ uno degli elementi che, rispetto alla passata stagione, ha fatto registrare i maggiori progressi in tutto il campionato Primavera. Gioca prevalentemente a sinistra, ma all’occorrenza può anche fare il centrale. Una versatilità che va a braccetto con la continuità di rendimento: l’ingresso nell’Under 19 azzurra è il giusto premio per l’applicazione, e soprattutto per il talento messo in luce quest’anno”.

19 – JOSIP ELEZ
“E’ arrivato a Formello accompagnato da grandi credenziali: difensore centrale di sicuro avvenire, è stato reinventato mediano con grande successo. La svolta stagionale è stata senza dubbio il rigore con “cucchiaio” che ha cambiato le sorti del derby d’andata. Col passare del tempo ha guadagnato punti per tecnica e personalità, dimostrando di sapersi calare perfettamente nel nuovo ruolo che prima Bollini e poi Inzaghi gli hanno disegnato addosso”.

23 – SIMONE PALOMBI
“Un bomber che studia alla scuola di Inzaghi non può che crescere sano e forte. Simone Palombi, pur confrontandosi alla Lazio con una concorrenza di reparto spietata, ha saputo spesso sfruttare quella caratteristica che Simone Inzaghi faceva propria da calciatore: essere decisivo con poco spazio e poco tempo a disposizione. Dieci gol, partendo spesso dalla panchina, sono oro colato”.

25 – GUIDO GUERRIERI
“Si è diviso la porta biancoceleste con Strakosha, spesso impegnato in prima squadra come terzo, e a volte anche come secondo. Lui non ha mai fatto rimpiangere il titolare, anzi spesso ha salvato la squadra con interventi sbalorditivi, come avvenuto per esempio nella semifinale di Coppa Italia contro l’Inter. Il prossimo potrebbe essere il suo anno, è stato già segnalato tra i più promettenti portieri a livello internazionale”.

31 – RICCARDO SERPIERI
“Un vero veterano della Primavera: su di lui ormai non c’è più moltissimo da dire, oltre che rinnovare i complimenti per la personalità e la sicurezza che sa infondere a tutto il reparto difensivo. Costretto a saltare per squalifica la finale di Coppa Italia, il centrale di Inzaghi spera ora di mettere le mani sull’osso più succulento: quello scudetto bis, da conquistare nella Final Eight riminese a inizio giugno”.

40 – GIANLUCA POLLACE
“Se il secondo album è sempre il più difficile per un musicista, per un calciatore dopo una grande stagione, la conferma è sempre dura. Tra i migliori talenti italiani, dopo l’exploit della passata stagione, Pollace c’è sempre, con un pizzico di maturità in più, soprattutto a livello difensivo, ma senza perdere quell’esplosività nella corsa che resta il suo tratto distintivo”.

45 – THOMAS STRAKOSHA
“Dopo lo scudetto dell’anno scorso, si è guadagnato un posto in prima squadra, da terzo e spesso anche da secondo considerano i malanni di Marchetti. Le sue qualità erano già note ai più, non è appariscente ma quando meno te lo aspetti riesce a salvare la situazione, come in Coppa Italia dove si è tolto anche lo sfizio di parare un rigore nella serata di gala all’Artemio Franchi”.

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