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FACCIA A FACCIA. Strakosha vs Leali, piccoli già grandi: l’ex Juve ritrova la Lazio, l’albanese fa l’antidivo

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FACCIA A FACCIA – Saranno loro a difendere i pali delle rispettive compagini. Giovani, cresciuti nel vivaio italiano di Lazio e Brescia, e titolari: Strakosha e Leali si affrontano nella gara di Europa League di giovedì sera, ore 19.00, allo stadio Olimpico di Roma che sarà deserto per l’occasione.

NICOLA, 4 PRECEDENTI CONTRO LA LAZIO – Sono ben quattro le gare disputate da Nicola Leali contro i biancocelesti: la prima con il Cesena nel 2014, finita 3-0 per i capitolini che poi però sono usciti sconfitti al ritorno, quando in porta c’era sempre il classe ’93. L’anno successivo con il Frosinone ha collezionato una sconfitta ed un pareggio, senza mai però incontrare Strakosha: nelle quattro sfide a salvare la porta biancoceleste si sono alternati Berisha e Marchetti. Il portiere dello Zulte è di proprietà della Juventus: il prestito finirà a giugno 2018, poi il futuro sarà da decidersi. Il ragazzo spera che la realtà del club belga possa metterlo in evidenza e giocare in Europa potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio. Quella di Inzaghi è una squadra importante, che sta raggiungendo grandi risultati”, ha commentato l’estremo difensore in vista della sfida a porte chiuse.

STRAKOSHA L’ANTIDIVO – A 22 anni può vantare il posto da titolare sottratto a Marchetti, la totale fiducia del mister e dei tifosi, oltre che prestazioni da veterano. Eppure Tomas Strakosha resta all’ombra delle copertine dedicate ad Inzaghi, Immobile o Milinkovic: l’albanese preferisce fare il piccolo fenomeno sul campo. Con la maglia della Lazio ha avuto la possibilità di esordire anche in Europa League, ed ora punta alla Nazionale, pronto a scavalcare Berisha (anche lui ex Lazio) nella gerarchie. L’antidivo prosegue la sua strada tra pochissimi luccichii e tanta qualità, seguito da papà Fotaq che non ha mai nascosto l’orgoglio per questo astro nascente. L’Europa League anche per lui, in un certo senso, può rappresentare un trampolino di lancio. Qui dove tutto è iniziato, sotto il cielo di Roma, dal primo caldo sole di Formello a quello che consacra dell’Olimpico.

 

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