Lo Monaco (AD Catania): "Lotito si crede il padrone del calcio italiano"

Pubblicato 
lunedì, 13/08/2018
Di
Redazione Lazionews.eu
Tempo di lettura: 2 minuti

LO MONACO CATANIA - Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, ha speso parole al vetriolo in merito all'annullamento dei ripescaggi che non permette ai siciliani - così come ad altre società - di tornare in Serie B, riducendo a 19 il numero delle squadre. Il dirigente rossoblù ha rilasciato pesanti dichiarazioni al quotidiano sportivo Tuttosport, attaccando l'intero sistema calcistico italiano e, in particolare, Claudio Lotito. Queste le sue parole.

SULLA FIGC - "La Figc, e la stessa Lega di Balata, non hanno idea di cosa li attenda. Stanno violando pesantemente le regole: non possono essere cambiate in corsa quando tutti sanno benissimo che per modificare il format del campionato è necessario il pronunciamento del consiglio federale con almeno un anno d'anticipo. Il consiglio federale non c'è, perché la federazione è commissariata. Il commissario Roberto Fabbricini dovrebbe imporre il rispetto delle norme. Invece...".

SULLA RIDUZIONE A 19 SQUADRE - "La riduzione? Osteggiata è un eufemismo. Parlo per il Catania ma presumo che anche le altre non rimarranno con le mani in mano. Un minuto dopo la compilazione dei calendari il Catania preparerà le carte per fare ogni ricorso possibile e immaginabile, ivi compreso il Tar al quale chiederemo il blocco del campionato. Poi c'è la questione del risarcimento danni: noi, per iscriverci sia alla C che alla B abbiamo sottoscritto fideiussioni da 3,5 milioni di euro; abbiamo già 5mila abbonati; abbiamo speso somme ingenti per allestire una rosa all'altezza della B, sicuri di avere i titoli per essere ripescati. Se non lo fossimo subiremmo un danno enorme e sapremmo a chi presentare il conto".

SU LOTITO - "Ditemi voi se tutto questo è normale. Punto primo, il collegio di garanzia ha sospeso e non ha bocciato la sentenza in favore nostro e del Novara. Punto secondo, come può il commissario straordinario Figc legittimare una palese violazione delle norme Figc? Punto terzo, vogliamo dirla tutta? Tutta questa baraonda è nata dall'asse Coni-Lotito, cioè Malagò-Lotito. Quest'ultimo si crede il padrone del calcio italiano ed è convinto di fare ciò che gli pare. Il guaio è che, se nessuno lo ferma, a cominciare dal Coni, Lotito va avanti. E la B va a sbattere contro un muro. Occhio perché qui salta tutto".

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