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LAZIO PRIMAVERA

Primavera, se i gioielli portoghesi e i fuoriquota non bastano. Dalla retrocessione alla Youth League?

PRIMAVERA LAZIO RETROCESSIONE – Non era mai accaduto nella storia della Lazio. A tre giornate dalla fine del campionato, la Primavera ultima in classifica…

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PRIMAVERA LAZIO RETROCESSIONE – Non era mai accaduto nella storia della Lazio. A tre giornate dalla fine del campionato, la Primavera ultima in classifica è ad un passo dall’oblio a cinque punti dalla penultima (Bologna), a 6 dall’Hellas Verona* e ad 8 dalla Sampdoria*, pronte ai playout. Non è bastato l’addio di Bonatti ed il conseguente approdo di Bonacina a scuotere una squadra che, ora, rischia di finire retrocessa per la prima volta nella sua gloriosa storia, proprio nell’anno della rivoluzione della Primavera scissa in Girone 1 e 2. Il calendario racconta di sole 4 vittorie su 27 partite, contro Napoli, Juventus, Sassuolo e, nell’ultima di campionato,  Inter. Ben 16 le sconfitte e 7 i pareggi per un totale di 43 reti subite su 28 segnate: un così misero bottino non ha lasciato scampo alla compagine vincitrice in assoluto di 5 campionati, 3 Coppe Italia e 1 Supercoppa ma che quest’anno è affondata lentamente fino a diventare il fanalino di coda della competizione. Non è servito a nulla l’apporto dei più grandi, richiamati a Formello nell’ultimo disperato tentativo messo in atto dai due tecnici. Come non sono bastati neppure i due preziosi acquisti portoghesi, arrivati dopo l’addio di Keita Balde Diao, uno che era cresciuto proprio in quel di Formello, sotto l’ala di mister Bollini.

I DUE PORTOGHESI – Eh già, i due portoghesi. Pedro Neto (classe 2000) e Bruno Jordao (classe 1998) erano arrivati a Roma con un prestito biennale (per il primo sono stati spesi 7,5 milioni, 4 per il secondo). Al termine di questi due anni, poi, la Lazio sarà obbligata a riscattarli rispettivamente per altri 9,5 e 4,5 milioni, per un investimento complessivo di 25,5 milioni. Numeri incredibili, basti pensare che il più giovane dei due connazionali è il calciatore più prezioso della Primavera 1. Proprio lui, Pedro Neto, che era stato vicinissimo al trasferimento al Barcellona e che aveva scelto la Lazio per un progetto di crescita in prima squadra. Per ora, però, i due si sono visti solo in Primavera ma non ancora con un ruolo da protagonisti. L’ala destra è stata utilizzata in 8 occasioni ed ha fornito in tutto un gol ed un assist, mentre Bruno Jordao si è visto in sole quattro occasioni (contro Atalanta, Bologna, Hellas Verona ed Inter). Insomma, i due gioielli fino a questo momento, in biancoceleste, hanno avuto modo di brillare davvero poco.

ROZZI E GLI ALTRI “BIG” – E allora, Bonatti prima e Bonacina poi, durante la stagione sono ricorsi al piano B: reintegrare in squadra alcuni fuoriquota che potessero prendere per mano una squadra ormai in totale confusione. Uno che ha dato il suo contributo in maniera più assidua è stato Antonio Rozzi: il classe ’94, dopo l’esperienza al Real Madrid Castilla e in Serie B con la Robur Siena, è tornato da dove era venuto, in Primavera appunto. 5 le gare disputate con i biancocelesti, 1 gol pressoché inutile al fine del risultato finale. Ma non c’è solo lui: tra i “big” spuntano i nomi di due ex, Murgia e Crecco. Il primo a sorpresa nella gara della scorsa settimana contro il Sassuolo, finita in parità, il secondo contro Bologna ed Atalanta. Addirittura, nel match contro la Juventus era sceso in campo Di Gennaro, classe ’88, il quale era riuscito in quell’occasione ad agguantare al 78′ un ottimo pareggio casalingo contro i bianconeri.

COINCIDENZE – La schiacciante quanto clamorosa vittoria contro l’Inter di Vecchi non sarà sufficiente ad evitare la retrocessione. Senza dubbio, però, la prestazione delle aquile ha alimentato il rimpianto per un campionato buttato alle ortiche: “Abbiamo parecchi rimpianti, abbiamo buttato via un campionato per delle sciocchezze. Questi ragazzi non hanno creduto nelle proprie qualità”, ha commentato Bonacina nel post del match contro i nerazzurri. Il fatto più assurdo è che la Primavera, qualora gli uomini di Inzaghi riuscissero ad agguantare la qualificazione in Champions, si troverebbe a giocare in Youth League. Una situazione che ha dell’incredibile se si pensa che proprio nell’anno della sua prima retrocessione potrebbe arrivare la prima presenza nella “Champions” dei pari età. Mentre, in campionato, Miceli e compagni si ritroverebbero a competere per la prima volta nella storia per una promozione in A.

*(con una partita in meno)

M.S.

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