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DE SILVESTRI: «La LAZIO è stata la mia ‘mamma calcistica’: non sarà mai un’avversaria qualsiasi»

NOTIZIE SS LAZIO – A pochi giorni dalla gara dell’Olimpico, l’ex biancoceleste parla anche della contestazione: “Non intendo analizzare i motivi di una situazione che non conosco, i tifosi laziali con me sono stati sempre splendidi”…

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NOTIZIE SS LAZIO – Quella di domenica tra LAZIO e SAMPDORIA sarà una partita importante, soprattutto per DE SILVESTRI, il grande ex di questa sfida che ha rilasciato un’intervista al Corriere Mercantile. Di seguito i passaggi più importanti:

De Silvestri, ancora una volta giochi contro la Lazio. «Ormai non è la prima volta e quasi certamente non sarà l’ultima. Sono andato via qualche anno fa, ma è sempre un’occasione particolare, specie nello stadio che era stato la mia “casa”. E la Lazio è stata la mia… mamma calcistica, mi ha fatto crescere, mi ha aiutato a diventare quello che sono, non sarà mai un’avversaria qualsiasi»

Quali ricordi conservi? «L’esordio in A, contro la Fiorentina, sette anni fa all’Olimpico, avevo addosso gli occhi di tutti. Nella stagione seguente, giocai anche in Champions: in pochi mesi, dalla Primavera al Bernabeu. Infine la Coppa Italia, vinta nel nostro stadio, proprio contro la Sampdoria…»

Immaginavi che quei colori sarebbero diventati i tuoi? «Allora non avrei potuto immaginarlo. Ricordo però lo spettacolo della curva Sud, con quei tifosi esemplari anche nell’accettare quella che per loro era stata una sconfitta amarissima»

Stavolta troverai uno stadio semivuoto, per la contestazione contro Lotito. «Non è mai bello giocare con pochi spettatori, come era già capitato nella gara di campionato contro la Roma. Lo spettacolo ne risente. Non intendo però analizzare i motivi di una situazione che non conosco, i tifosi laziali con me sono stati sempre splendidi».

Ti lanciò Delio Rossi. Che avresti ritrovato qui. «Mi ha preso dagli Allievi e portato in prima squadra, mi ha insegnato moltissimo, gli sono debitore. Nel calcio purtroppo  le cose non sempre vanno come si vorrebbe, lo scorso anno erano andate in un certo modo e in questa stagione no. Ci tengo però a dire che, al pari dei meriti, le colpe sono sempre di tutti, non esclusi quindi noi giocatori».

Anche Mihajlovic per te non era una novità. «Ero uno dei pochi, tra noi, ad averlo già avuto come allenatore, io alla Fiorentina come Maxi al Catania»

A giugno potresti avere altri impegni. «Non mi nascondo. Al Mondiale ci punto. La concorrenza è forte, ma il ct mi ha già chiamato e spero di riuscire a conquistare la sua fiducia. Io sto dando tutto e continuerò a darlo, spero davvero di andare in Nazionale, il ct mi ha già chiamato e mi sta seguendo, voglio convincerlo a credere in me»

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