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LAZIO NUOTO GARBATELLA – Il mondo Lazio unito contro un’ingiustizia. Continua la battaglia della Lazio Nuoto con Roma Capitale per lo sfratto dalle piscine dell’impianto di Garbatella. Oggi è stata una giornata decisiva in tal senso. Alle ore 11:00 la giunta Raggi ha chiesto la riconsegna delle chiavi della piscina della Garbatella. La società biancoceleste ha fatto valere le proprie ragioni e la legalità, forte del ricorso al Tar che solo poche settimane fa ha dato ragione alla Lazio Nuoto. Tutto ciò, però, non è valso a salvare la struttura. Il Comune ha deciso di intervenire imponendo lo sfratto. Gli agenti della Polizia Locale hanno così messo i sigilli alla struttura, chiudendone le attività in attesa di nuovi sviluppi. Una situazione delicata che, al momento, vede uscire tutti sconfitti: dalla Lazio Nuoto, ai dipendenti, fino ai cittadini. Di seguito il resoconto della giornata con le parole dei protagonisti.

Da Roma, Garbatella
Marco Barbaliscia

Lazio Nuoto, il Comune chiude le piscine di viale Giustiniano Imperatore a Garbatella

AGGIORNAMENTO ORE 17:30 – Il momento che nessuno voleva si verificasse è arrivato. La Polizia Locale ha fatto porre i sigilli alla struttura. Le piscine di viale Giustiniano Imperatore resteranno chiuse al pubblico. I lavoratori e gli iscritti non nascondono le lacrime, rendendo ancora più evidente come oggi tutte le parti escano sconfitte dalla delibera presa.

AGGIORNAMENTO ORE 14:00 – A chiusura della mattinata, le parole del presidente Moroli: “Un’operazione inaudita, c’è uno schieramento di forze dell’ordine che neanche quando sono andati dai Casamonica era così numeroso. C’è una volontà ferrea da parte dei rappresentanti del Comune di espellerci. Stanno cercando di concludere una persecuzione contro la nostra società che è partita da subito. Da quando hanno messo al bando il nostro impianto appena finita la concessione, quando c’erano 80-100 impianti che da 2, 5, 10 anni ancora oggi rimangono senza concessione ed è tutto stato un susseguirsi di azioni di inimicizia e di ostilità contro di noi. Eppure noi siamo una società che dovrebbe essere protetta, siamo la società simbolo della storia di Roma, sono 120 anni che lavoriamo con grande successo. Abbiamo un palmarès che nessun’altra società ha tra titoli mondiali, olimpici e onorificenze del Coni. Ma soprattutto qui nel territorio ci siamo insediati con una modalità quasi miracolosa dove abbiamo fatto un’azione sociale che ha coinvolto tutto il territorio. Tutti stanno con noi, nessuno vuole che noi siamo sradicati da questa realtà. Quindi noi siamo forti di questo e vogliamo difendere gli interessi di quelli che credono nella nostra posizione, nella nostra storia e in quello che abbiamo dato e possiamo ancora dare. Faremo di tutto con i nostri avvocati per cercare di recuperare la situazione. Oggi ci hanno messo di fronte ad uno stato di fatto che non avremmo mai pensato di dover affrontare. Faremo tutto quello che è possibile per evitare questo scempio”.

L’avvocato Colosimo a difesa della Lazio Nuoto

AGGIORNAMENTO ORE 13:30 – Le parole dell’Avvocato Colosimo al termine dell’incontro con i delegati comunali: “Siamo alla fine di questa storia. Vedete quanti operanti di Polizia Locale oggi sono venuti per sgomberare l’impianto e, cosa ancora più assurda, intendono consegnarlo ad un soggetto che è delegato da Maximo e che non ha peraltro neanche i poteri per poter prendere in consegna un impianto di questo genere. Un soggetto che non è un rappresentante legale e che è venuto qua con una semplice delega per partecipare. Ci hanno notificato, una volta che abbiamo spiegato la nostra intenzione di non voler riconsegnare volontariamente e spontaneamente l’impianto, un avvio di procedimento forzoso che vogliono iniziare e finire oggi a tutti i costi. Abbiamo esposto e verbalizzato le nostre doglianze. Riteniamo peraltro che questo procedimento forzoso oggi non sia neanche perfezionato, perché non ci hanno dato prova della notifica di questo procedimento forzoso alla Maximo. Nonostante tutto in maniera cieca e a testa bassa vogliono far sgomberare la Lazio da questo impianto ora, non domani o dopodomani. Noi abbiamo dato disponibilità a poter rilasciare l’impianto nell’ipotesi in cui un tribunale amministrativo o la giustizia amministrativa ci avesse detto che effettivamente la scadenza del 10 agosto, che noi contestiamo e stiamo per impugnare dinanzi al Tar, fosse stata legittima. Noi la riteniamo assolutamente illegittima e forzata, così come riteniamo assolutamente forzate le tempistiche con le quali sta operando Roma Capitale. Ciò nonostante la determinazione di Roma Capitale è di riprendere l’impianto oggi, anche a costo di chiuderlo e non consegnarlo a Maximo e quindi non far rientrare neanche più gli utenti della piscina. Penso che ci siano poche altre parole, data quanto è controversa e assurda questa vicenda che denota una schizofrenia da parte del Comune di Roma”.

AGGIORNAMENTO ORE 13:00 – Arriva la Polizia per lo sgombero forzato dall’impianto che ha sede alla Garbatella.

L’intervista a Amedeo Chiaccheri, Presidente del Municipio

AGGIORNAMENTO ORE 12:45 – Le parole di Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio dopo il confronto con Roma Capitale: “La volontà del Comune di Roma è quella di chiudere in questo momento l’impianto sportivo. Come presidente del Municipio ho ritenuto necessario interrogare sia il Direttore del dipartimento, che un delegato dell’assessorato, senza aver ricevuto risposta. Volevo capire se l’Assessore Frongia sapeva che stesse chiudendo un impianto pubblico sul territorio dell’ottavo municipio, creando un problema all’utenza. Mi è stato confermato che l’Assessore Frongia ha seguito la vicenda e ha dato il benestare perché avvenisse questo. Il Comune di Roma ha creato un’architettura per vedere chiuso questo impianto. Responsabili diretti sono l’Assessore Daniele Frongia e la Sindaca Virginia Raggi. L’impianto è un valore aggiunto per il territorio. In questo momento c’è un Assessore dello Sport che ha deciso di chiudere questo impianto e ne pagherebbero le conseguenze la cittadinanza dell’ottavo municipio di Roma che portava i figli e gli atleti ad allenarsi qui. Denunciamo questa scelta”.

L’incontro tra la Lazio Nuoto e i delegati di Roma Capitale

AGGIORNAMENTO ORE 11:30 – È in corso l’incontro a porte chiuse tra la Lazio Nuoto, rappresentata dal presidente, Massimo Moroli, e il legale Francesco Colosimo, alcuni rappresentanti della polizia locale e il dirigente capitolino Roberto Ziantoni. La Lazio ribadirà le sue intenzioni di non consegnare le chiavi dell’impianto sportivo. Al momento non si registrano disordini, solamente trepidazione all’esterno per conoscere il futuro di un impianto che permette a centinaia di atleti di allenarsi.

AGGIORNAMENTO ORE 11:15 – La sezione della Lazio Nuoto ribadirà i punti per cui sta lottando contro l’ordinanza di Roma Capitale riguardo lo sfratto dalla Garabtella.

“LA S.S. LAZIO NUOTO SI OPPONE all’imposizione di consegnare le chiavi dell’impianto natatorio di Via Giustiniano Imperatore perché ritenuta illegittima per i seguenti motivi:
1) È stata violata la sentenza TAR Lazio n.6704/2020 che ordina l’annullamento dell’aggiudicazione della gara alla SSD Maximo perché priva dei requisiti di partecipazione e non poteva neanche partecipare alla gara
2) È pendente il ricorso per ottemperanza richiesto dalle stesse SSD Maximo e Roma Capitale davanti TAR Lazio n. RG6194/2020, per chiarimenti su un’interpretazione della sentenza che avrebbe potuto consentire “la riconvocazione della SSD Maximo per una più approfondita verifica del requisito di partecipazione”
3) Sono pendenti i termini per proposizione ricorso avanti TAR Lazio da SS Lazio Nuoto contro DD 132 del 10/08/2020, con cui è stata riaggiudicata la gara, a nostro giudizio illegittimamente, alla SSD Maximo”.

AGGIORNAMENTO ORE 11:00 – Al via l’iniziativa della Lazio Nuoto, che protesta nei confronti di Roma Capitale per lo sfratto alla Garbatella. Presenti diversi ragazzi e atleti della Lazio.

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