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CONFERENZE STAMPA

Tudor: “Contro l’Inter serve una Lazio perfetta”

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Igor Tudor a Roma

TUDOR CONFERENZA INTER LAZIO – Igor Tudor ha presentato la penultima gara di campionato, quella tra Inter e Lazio. Intervenuto in conferenza stampa, l’allenatore croato ha parlato della partita e di un finale di stagione che vede i biancocelesti ancora in corsa per la prossima Champions League.

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Inter – Lazio, la conferenza stampa di Tudor

Che Lazio serve domani?

“Una Lazio perfetta, giochiamo in casa dei più forti d’Italia, stanno giocando un calcio bello e concreto, anche efficace. La migliore squadra in assoluto dell’ultimo periodo, stanno facendo un grande lavoro nella programmazione e nella crescita. Complimenti a loro. Noi proviamo a fare del nostro meglio, ci sono ancora 2 gare e 6 punti, dobbiamo capire dove arriveremo in classifica, che Europa giocheremo”. 

Un parere su Simone Inzaghi? Che lavoro sta facendo su attacco e difesa?

“Le percentuali cambiano sempre, non c’è una “quota” fissa. Magari ti accorgi che la squadra non è piaciuta su qualche aspetto e si lavora di più su quello. Su Simone ho già risposto, ha gestito la crescita che hanno avuto anche con la scelta dei giocatori, ma c’è tanto merito dell’allenatore. Un tecnico bravo. C’è la moda di dire “è un calcio europeo” o no, si parla di linea a tre o quattro, che la difesa a quattro sia più europea. Lui è la dimostrazione che non c’entra niente tutto ciò, gioca con un 3-5-2 che non è mai un modulo fisso. Più “europeo” di quello non lo so… Non capisco neanche che significa la parola “europeo”, sembra che l’Italia non faccia parte dell’Europa. Conta come ci si organizza con o senza palla. Poi bisogna scegliere i calciatori, loro a centrocampo hanno tre numeri 10: corrono, difendono e fanno assist. La scelta è importante, hanno preso quelli giusti in quell’ottica. Oggi non si possono scegliere giocatori non completi”. 

Luis Alberto è convocato?

“Luis Alberto è convocato, ha fatto una settimana normale”. 

Ora arriva una big come avversaria, c’è l’etichetta che la sua squadra abbia vinto tante gare perché ha affrontato tante piccole.

“Etichetta è la parola sbagliata dopo 10 partite, non si parla in questo modo. Ho fatto Juventus e Roma, poi Genoa e Monza, poi abbiamo incontrato tre squadre di livello inferiore. L’analisi della difficoltà delle partite fatte è sbagliata. Abbiamo affrontato squadre importanti: quattro partite totali contro Juventus e Roma. Anche il Genoa e il Monza fuori casa sono super difficili, hanno fatto un grande campionato. Si prepara la partita allo stesso modo, Empoli e Verona in casa o Inter in trasferta. Si cerca di fare il meglio possibile, senza pensare o mettere etichette, senza calcoli o tabelle. Questo è il calcio allenato e vissuto. Le domande che si fanno sono relative a un calcio di opinioni e chiacchiere, di etichette. Voi parlate solo di sensazioni”. 

Che opinione ha di Isaksen?

“Isaksen ha avuto quel minutaggio, dopo il derby ha giocato poco, è vero. Lo stimo tanto, ha doti interessanti, fisiche e mentali. Ha voglia di crescere e imparare, è da poco in Italia e non è facile. Possono giocate in 11 più 5 cambi, scelgo per il meglio della squadra e del club. Ci sono anche gli altri. Tutti hanno la possibilità di dimostrare. Il futuro lo vedremo insieme, nel calcio cambia tutto in una gara, qualcuno scende o sale, il bello e il brutto del calcio”.

Provedel o Mandas? I due verranno alternati?

“Provedel è un primo portiere e domani torna in porta. Mandas ha fatto molto bene, siamo contenti di questo. Provedel è il primo, è stato fuori per infortunio, stava tornando da più settimane e domani giocherà”. 

Cosa chiede a Kamada?

“Con lui parlo poco, non per colpa della lingua. Con lui parlo poco perché fa sempre le cose giuste. Come i bambini a casa: qualcuno è sempre bravo e buono e quindi ci si dedica più agli altri… È un ragazzo che è come una macchina, in senso positivo. Non sbaglia niente, ha un cervello pazzesco collegato al talento calcistico. Può giocare dietro, avanti, mezzala, trequartista, ruba palla. Lo stimo, è una bella scoperta per me”. 

Quanto è importante per la sua idea di calcio migliorare la Lazio nell’aspetto della fisicità?

“Non si tratta solo di centimetri, ma di gamba. Di motore, di potenza e accelerazione, di velocità e duelli. Non sono i centimetri. Una cosa naturale, se andiamo a vedere la Premier, la lega ora più avanti di tutti: lì sono più veloci e potenti nell’accelerazione, non sono più alti. Il calcio va in questa direzione. Quelli che sono veloci e bravi costano tanto, per questo vanno tutti in Premier. Non è un segreto, ma un dato di fatto. Le percentuali sono pazzesche, la via è quella, si vede ogni domenica. Non è facile trovare quei giocatori, li vogliono tutti, nessuno vuole quelli che vanno a 2 all’ora. Bisogna essere bravi a sceglierli, il calcio andrà sempre di più in quella direzione”. 

Gila e Guendouzi come stanno?

“Sono tornato, Matteo è diventato papà, si è allenato poco questa settimana, vediamo oggi di scegliere bene, quelli giusti. Tutti si sono allenati bene, sarà una gara difficile, di corsa e sacrificio, abbiamo bisogno di 16 calciatori che lasciano l’anima per conquistare qualcosa”. 

Gestito bene il calendario? La Lazio finirà il campionato senza sapere la “sua” Europa?

“Non è una cosa normale il calendario, noi finiamo e dobbiamo aspettare gli altri, per essere più “regolari” bisognerebbe pensarle prima queste cose”. 

Pellegrini?

“Domani gioca, e vi dico anche Rovella. Vi do due nomi, gli altri no…”. 

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