BERRETTONI: "Un privilegio solo allenarmi con quella Lazio"

Pubblicato 
lunedì, 01/10/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti


BERRETTONI EMANUELE LAZIO - E' cresciuto nella LAZIO del secondo scudetto. Lui è Emanuele BERRETTONI, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, ha parlato della Lazio di Petkovic, del suo esordio in biancoceleste in Champions League e dei campioni Ederson, Hernanes e Zarate.

Sono cresciuto nella Lazio da quando avevo nove anni. Era un gruppo stracolmo di campioni. Per me era un privilegio soltanto allenarmi con tutti quei giocatori ed è stato un sogno quando esordii entrando al posto di Salas nella partita di Champions League. La Lazio di PETKOVIC? Secondo me è una squadra di primo livello guidata da un allenatore molto preparato. Le forze del campionato, a mio parere, si stanno rispecchiando nelle attuali posizioni di classifica senza dimenticare che Juventus e Napoli hanno gli impegni europei che possono rallentarne il cammino. La filosofia di Petkovic sta esprimendo un bel calcio. Hernanes è il giocatore che quest’anno mi ha più impressionato, avendo trovato la giusta posizione in campo. Però tutta la squadra sta dimostrando di voler fare quello che vuole con grandi meriti del tecnico. Ederson può tranquillamente convivere con il Profeta perchè ha delle caratteristiche diverse da lui. Lo vedo molto più fisico e naturalmente più offensivo. Il modo con cui gioca la squadra, anche se ha solo una punta di ruolo, attacca con tanti giocatori, può far bene anche in Europa League. CANDREVA e ZARATE? Si può solo applaudire il lavoro di Candreva che è stato molto criticato da quando è arrivato a Roma. E’ stato capace di dimostrare il suo grande valore. Zarate è uno di quei giocatori che è sempre meglio averli in rosa perché può risolvere la partita in qualsiasi momento. L’argentino soffre perchè non riesce a segnare. Per un attaccante il gol diventa l’unico modo di dimostrare il proprio valore. Il SETTORE GIOVANILE?  Molte squadre vivono un momento di crisi economica attingendo al settore giovanile. In Italia però bisogna avere molta pazienza e tempo per basare un intero progetto basato sui giovani giocatori rischiando di non vincere per un periodo medio-lungo”.

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