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Provedel: “È stato un anno positivo, sono felicissimo di essere alla Lazio!”

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LAZIO PROVEDEL INTERVISTA – Ivan Provedel, portiere della Lazio, ha rilasciato un’intervista ai canali della Lega Serie A. Il giocatore biancoceleste ha toccato molti temi, dagli inizi fino ai buoni propositi per il prossimo anno.

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Lazio, le parole di Provedel

“Per me è stato un anno molto positivo, soprattutto a livello personale, ho ottenuto una salvezza importante e faticosa con lo Spezia, che per me sarà sempre un ricordo bellissimo, e poi sono venuto alla Lazio. Sono stato catapultato in una realtà completamente diversa e sono felicissimo di essere qui. I risultati sono stati abbastanza buoni, si può fare meglio ma sono soddisfatto!”

Sui Mondiali

“Si anche se ho cercato di staccare un po’ la spina dal calcio per godermi mio figlio. Ho tifato soprattutto per i miei compagni e poi mi sono affezionato alla favola Marocco. Alla fine, invece, ho tifato per il mio amico Erlic che è arrivato terzo e sono stato felicissimo per lui. Manca tantissimo tempo ai prossimi Mondiali! Prima dovremmo qualificarci agli Europei e difendere il titolo, poi penseremo anche ai Mondiali. La chiamata di Mancini mi ha dato un ulteriore spinta e spero di poter fare sempre meglio per rimanere nella rosa azzurra”.

Sulla Nazionale

“Si è stato un momento molto strano perché quando mi hanno chiamato avevamo appena perso 5-1 a Midtjylland, è stato difficile gioire perché eravamo in una situazione particolare. Comunque è senza dubbio una grande emozione: fin da piccolo uno sogna l’azzurro e far parte di quei 25/30 giocatori chiamati dal mister è stata grande gioia a anche un motivo per spronarmi a fare sempre meglio”.

Sulla Lazio

“Siamo una squadra che lavora molto, ha tanto da dare, si è espressa bene fin oggi ma può fare meglio. Siamo guidati molto bene ma sono sicuro che abbiamo qualcosa dentro per poter fare qualcosa di speciale! Ognuno ha gestito la sosta a modo suo, c’è chi è andato in vacanza e chi è rimasto in famiglia come ho fatto io che ho un bimbo piccolo e ho cercato di stare il più possibile con lui. Ci è servito per ricaricare le pile e poi al rientro anche per poter lavorare quotidianamente, cosa che nella prima parte di stagione non è stata mai possibile, giocando praticamente ogni tre giorni.”

Sul campionato

“Siamo carichi perchè queste settimane di lavoro ci sono servite dal punto di vista dell’organizzazione e del collettivo. Arriviamo pronti e preparati alla prima col Lecce. Cercheremo di fare ancora meglio per rimanere nelle zone alte della classifica”.

Sull’esordio contro il Bologna

“Sono arrivato qui quattro giorni prima della prima gara non mi sarei mai aspettato di giocare subito e non sarebbe stato nemmeno giusto, poi è successo quello che è successo. Sono qui per fare del mio meglio ed è quello che sto cercando di fare, poi decide il mister. La cosa che mi fa più piacere è di poter dare il mio contributo in campo.”

Sugli inizi

“Ti dico la verità, ho sempre voluto fare il portiere. Mi sono innamorato di questo ruolo vedendo Toldo agli Europei contro l’Olanda: quel momento mi ha fatto scattare la scintilla. Da piccolo però ho sempre fatto l`attaccante e sono arrivato a un punto in cui ho detto: “o gioco in porta o smetto”. Una piccola società vicino a casa mi ha dato la possibilità di cambiare ruolo e ho avuto la fortuna di ricominciare. C’è stata gente che mi ha detto che era tardi e che non ci sarei riuscito, non faccio nomi, loro lo sanno, ma è sempre così: c’è chi ti incoraggia e chi meno… Per me personalmente si, io mi diverto di più a parare, è bello anche fare gol ma mi sento più realizzato se faccio una bella parata.”

Sul suo gol all’Ascoli contro la Juve Stabia

“La partita era finita, stavamo perdendo 2-1 e allora sono andato a saltare. Calò ha messo in mezzo il pallone e ci ho provato, l’ho presa ed è andata dentro, è rimasto un ricordo bellissimo.”

Sul ruolo del portiere

“È vero, siamo soli, alla fine vivi la tua partita con una condivisione diversa rispetto ai compagni e hai una visuale diversa, ti alleni a parte e anche la frustrazione e la gioia per un bell’intervento o un gol subito è abbastanza personale. Poi facciamo l’unica cosa che non possono fare gli altri, prendere la palla con le mani. E` un ruolo unico!

Sulla grande scuola di portieri in Friuli

“Zoff non ho avuto la fortuna di conoscerlo, ma è uno dei migliori di sempre. Con gli altri invece ho giocato e tutti hanno grande serietà passione e dedizione al lavoro. Senza queste caratteristiche è difficile arrivare a certi livelli, poi c`è madre natura e c’è la famosa minestra (ride). A Udine i preparatori sono molto validi, se sommiamo tutte queste cose il risultato è questo.”

Sul suo percorso

“Ho cercato di non pensare ad aspettative e responsabilità. A me interessa solo il campo anche perchè se pensi ad altro rischi di essere schiacciato. Penso solo al mio percorso e a fare bene ogni giorno. Devo farmi trovare pronto quando vengo chiamato in causa. Questo è quello che facevo a La Spezia e che poi mi ha aperto le porte per questa grande opportunità che è la Lazio. Ed è quello che sto facendo anche qui: fare del mio meglio. Poi è chiaro che sono consapevole di cosa significa indossare questa maglia, abbiamo tanti tifosi che ci seguono con enorme affetto e si aspettano molto da noi, ma io rimango concentrato su quello che devo fare in campo.”

Sul suo trasferimento alla Lazio e il rapporto con Sarri

“Ero già lusingato solo dal fatto di poter essere stato accostato al suo nome. Il mister è molto esigente, come è giusto che sia, e io cerco di fare al meglio tutto quello che mi viene chiesto: devo essere presente, aiutare la squadra e trasmettere tranquillità. E` quello che provo a fare in ogni partita.”

Il cambiamento del ruolo del portiere

“Io ho cominciato una decina di anni fa quando è iniziato il cambiamento, penso a Neuer che probabilmente è stato il primo a giocare in un certo modo. Il calcio cambia come ritmi, gioco e richieste. Bisogna essere presenti sia in fase di possesso che non. A me questa cosa piace, perche così sei ancora più partecipe al gioco.”

Sulla difesa della Lazio

“Noi cerchiamo di lavorare al meglio e, seguendo il più possibile le direttive del mister, siamo riusciti a fare quello che ci veniva chiesto molto bene in alcune partite, meno in altre, come contro la Juve. Potevamo subire qualche gol in meno ma spero riusciremo a fare meglio da gennaio.”

Sugli obiettivi futuri

“Vogliamo arrivare il più in alto possibile, non ci poniamo limiti. Io non c’ero l’anno scorso, e i miei compagni sono arrivati quinti, quindi ti direi un piazzamento Champions.”

Sul Natale

“Vorrei stare bene e vedere le persone che riesco a vedere meno durante l`anno. E poi stare con mio figlio, sono i primi Natali per lui e comincia a sentire la magia di questi giorni. Credo che questi momenti siano l`essenza della vita.”

Buoni propositi per l’anno nuovo

“Penso sempre a lavorare per migliorare rispetto a ieri, lo stesso vale per il 2023: spero che possa essere un anno migliore dal punto dei vista dei risultati e non solo!”

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