HERNANES show «Tutto il merito è di Petkovic»

Pubblicato 
lunedì, 17/09/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti

IL CORRIERE DELLA SERA. (A. Arzilli) Brasiliano sugli scudi e il tecnico eguaglia Maestrelli...

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Battuto anche il Chievo, è la terza vittoria -la seconda in trasferta - in tre partite di campionato: sulla Lazio a punteggio pieno ed in vetta alla classifica dopo tre turni (non accadeva da 38 anni) c'è ancora una volta il marchio di fabbrica di Hernanes e Klose. Il brasiliano segna due gol d'autore e fa segnare anche il tedesco, il nuovo ruolo cucitogli addosso da Petkovic esalta lui e lancia il progetto Lazio. «Non dobbiamo pensare a dove possiamo arrivare, restiamo concentrati.È troppo presto per pensare in grande, continuiamo senza pensare troppo al futuro, sennò viviamo con l'ansia. L'allenatore mi ha chiesto dove preferivo giocare e io preferisco questo ruolo anche perché lo facevo al San Paolo». Con la doppietta di ieri il brasiliano mette in cornice la settimana perfetta dopo l'incontro tenuto in settimana con Lotito che gli ha fruttato un ritocco all'ingaggio (da 1,8 milioni a 2) e la promessa per il prolungamento del contratto, dal 2015 al 2017. Il brasiliano e Klose salgono a quota 3 nella classifica marcatori, quasi la totalità delle reti (7, uno è di Candreva) siglate dalla Lazio a fronte dell'unico gol subito, il rigore messo dentro ieri da Pellissier. Una macchina da guerra, Hernanes è il valore aggiunto in un contesto che si muove in armonia. La missione del tecnico sembra compiuta. «Il merito è sicuramente di Petkovic, ci ha trasmesso la sua mentalità e sa gestire il gruppo - ancora il brasiliano - D'ora in poi sarà più dura, ma noi cercheremo di fare sempre il meglio». Mauri e Klose provano a restare con i piedi per terra, ma resta il fatto che con il tre su tre Petkovic ha eguagliato un record che resisteva dai tempi di Maestrelli ('74-75). «L'euforia è giusta, i messaggi positivi fanno piacere - ha detto ancora il tecnico - ma non portano risultati e non danno sicurezza. Non è facile vincere, contro nessuno. Anche in futuro sarà così. Ora questa squadra funziona col collettivo, è questo che fa uscire individualità e giocate».

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