Di padre in figlio: il librone della Lazio si arricchisce del 123° capitolo

Pubblicato 
lunedì, 09/01/2023
Di
Daniele Izzo
Tempo di lettura: 3 minuti

COMPLEANNO LAZIO - Di generazione in generazione, di padre in figlio, c'è un libro, rilegato biancoceleste e placcato oro, che non può mancare nelle biblioteche di ogni tifoso laziale. E' un libro alto, importante, magico, che si aggiorna settimanalmente, quasi quotidianamente. Una pietra miliare da esporre con vanto, sintomo di passione e febbre di supporto. E' il racconto di una storia che unisce, lega, fa gioire e soffrire. Una storia, quella della Lazio, unica nel suo genere, che oggi volta pagina, pronta a scrivere il capitolo numero 123.

Buon compleanno Lazio: 123 anni di storia

Quando gli avi di tutti i tifosi della Lazio lo comperarono, nel lontano 9 gennaio 1900, il libro era poco più che un'agenda, vuota. Ma qualcosa li spinse a credere che quei nove ragazzi, capeggiati da Luigi Bigiarelli, stavano creando qualcosa di grande. E così, effettivamente, è stato.

I primi anni di vita della Lazio

Giorno dopo giorno, partita dopo partita, le pagine hanno preso colore. E le parole hanno iniziato a fare il loro dovere: raccontare. Inevitabile dedicare lodi ed elogi a Sante Ancherani, il primo centravanti della storia biancoceleste, grazie al quale i capitolini vinsero consecutivamente due campionati dell'Italia Meridionale. Il 1927, poi, fece capitolo a sé. In quell'anno, grazie alle volontà del generale Giorgio Vaccaro, la Lazio evitò la fusione con tutte le altre squadre della Capitale in quella che poi sarebbe diventata l'As Roma. Fu una pagina fondamentale di storia, che di fatto permise la futura scrittura del libro. A partire da Silvio Piola, re dei bomber del calcio italiano, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Dal primo trofeo allo Scudetto

Nel 1958 le cronache raccontano del primo trofeo: la Coppa Italia. Un foglio dorato seguito, come spesso è accaduto nell'ultra-centenaria epopea biancoceleste, da qualche altro segnato dalla sofferenza di stagioni in cadetteria. Ci vollero il presidente Umberto Lenzini, il genio tecnico-tattico e lo spessore umano di Tommaso Maestrelli nonché una squadra leggendaria per risollevare le sorti della Lazio. Ne uscì fuori uno scritto sublime, innalzato a storia dell'intero paese quando nella stagione 1973-74 Chinaglia e compagni impressero a fuoco il loro nome tra i grandi del calcio italiano. Fu scudetto, il primo di sempre per i colori bianco e celeste.

La B e la "Banda dei meno nove"

Subito dopo l'impresa compiuta dalla "Banda Maestrelli", tuttavia, la Lazio dovette affrontare alcuni drammatici eventi che segnarono in maniera profonda le stagioni a venire, con la squadra nuovamente retrocessa di categoria. E' qui, però, tra i meandri del purgatorio delle pedate, che Fascetti guidò e comandò una compagine leggendaria, rinominata la "Banda dei meno nove". Fu proprio l'allora tecnico laziale a scrivere nel librone parole che rimangono e rimarranno a imperitura memoria: "Chi vuole, resti. Chi non se la sente, può andar via subito. Chi resta combatte fino alla fine". Rimasero tutti, e grazie a un gol di Giuliano Fiorini, a soli dieci minuti da un triplice fischio che avrebbe significato Serie C, la Lazio andò agli spareggi. Lì, allo stadio "San Paolo" di Napoli contro il Campobasso, fu invece Fabio Poli, con un poderoso stacco di testa, a decretarne la definitiva salvezza.

L'era Cragnotti

Da qui in avanti il racconto biancoceleste si fa più roseo, le pagine candide, meno segnate dall'usura del tempo e dalla preoccupazione di chi le legge. L'insediamento di Sergio Cragnotti come presidente della Lazio, nel 1992, cambiò radicalmente i connotati alla narrazione. Tra 1992 e i primi anni duemila, le Aquile vinsero: uno Scudetto (1999-00); due Coppe Italia (1997-97; 1999-00); due Supercoppe Italiane (1998 e 2000), una Coppa delle Coppe (1998-99) e una Supercoppa UEFA (1999).

La presidenza Lotito e i giorni nostri

I problemi finanziari che investirono il gruppo Cragnotti, e che si riflessero sulla Lazio, sono l'ultimo down prima di un nuovo up. Nel luglio 2004, l'attuale presidente Claudio Lotito acquistò la società, salvandola dal fallimento grazie ad una transazione con l'Agenzia delle Entrate per la rateizzazione in 23 anni dei debiti accumulati dal club con il fisco. Sotto la presidenza Lotito, i biancocelesti hanno finora vinto sei trofei, tre Coppe Italia (2008-09; 2012-13; 2018-19) e tre Supercoppe Italiane (2009, 2017 e 2019), e sono tornati a disputare la competizione europea più importante, la UEFA Champions League.

Uno sguardo al futuro

Oggi, 9 gennaio 2023, la Lazio compie la bellezza di 123 anni. Non solo un numero, ma l'inizio di un nuovo capitolo, di un nuovo racconto. Non resta, dunque, che brindare, voltare pagina e scrivere i tre numeri. In attesa che, come sempre, il calcio e l'amore per la Lazio riempiano il foglio bianco.

Daniele Izzo

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