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Halma Lazio, Sarri è il tuo Comandante: l’identikit del nuovo allenatore biancoceleste

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MAURIZIO SARRI LAZIO ALLENATORE – Un’attesa infinita, le dita incrociate dei tifosi della Lazio. A Roma da giorni sono impazziti i social: emoticon di sigarette, l’hashtag di Maurizio Sarri e le preghiere di chi è rimasto deluso dall’addio di Simone Inzaghi. Non è stata una settimana semplice per la sponda del Tevere biancoceleste, ma ne è valsa la pena. L’ex allenatore della Juventus ha sposato il progetto della prima squadra della Capitale ed è pronto a volare con l’aquila sul petto. Ma chi è davvero il Comandante? Tra lezioni di tattica e dichiarazioni piccanti, il toscano ha sempre tirato dritto per la sua strada, regalando gioie e trofei ai tifosi che lo hanno supportato.

La gavetta di Sarri: dalla banca al ruolo di allenatore

Maurizio Sarri ha acceso la piazza biancoceleste come non accadeva da tempo. Non era facile sostituire Simone Inzaghi, ma la Lazio è riuscita a rimpiazzarlo con il miglior profilo possibile. Ricostruendo la carriera del nuovo mister capitolino, dobbiamo ricordare come il toscano si sia dedicato esclusivamente al calcio solamente nel 1999. Proprio in quell’anno l’ex Juventus ha deciso di lasciare il suo posto in banca per concentrarsi esclusivamente sul ruolo di allenatore. Una scelta di carriera di cui non si è mai pentito. “Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro”: sono state queste le parole del Comandante in una delle più famose interviste rilasciate ai microfoni dei giornalisti. Ma il campo, nel corso degli anni, gli ha dato ragione ed ora si gode tutto ciò per cui ha lottato. Dall’Eccellenza alla conquista dell’Europa League: quando parti dal basso, i trionfi hanno un sapore ancora più dolce.

Il Sarrismo: uno stile di vita al di fuori del campo

Dopo l’eccellente percorso con l’Empoli, Maurizio Sarri si è consacrato al Napoli costruendo quello che chiamiamo “Sarrismo”: un vero e proprio stile di vita, un modo di essere, un qualcosa che va oltre il gioco in campo. Gli atteggiamenti mai banali, le risposte piccanti, uno modus operandi alternativo lo hanno portato alla costruzione di un personaggio in grado di ricevere consensi anche al di fuori del club in cui ha allenato. E Sarri non ha paura dei giudizi, non si tira indietro di fronte alle critiche: “Se non volevo essere sotto esame, facevo domanda alle poste” ha dichiarato quando allenava la Juventus. Insomma, un personaggio a 360° senza peli sulla lingua e con un’ottima leadership è pronto a sedersi sulla panchina biancoceleste.

La filosofia di Sarri

E adesso come cambierà la Lazio abituata al 3-5-2 di Inzaghi? Saranno pronti i biancocelesti ad apprendere tutti i dettami del Comandante? Quello di Sarri è un calcio non esclusivamente dedicato alla tattica, che nel corso degli anni ha subìto cambiamenti importanti. Lo stesso allenatore nel luglio del 2017 ha dichiarato: “prima ero più rigido. Ero più portato a pensare che la tattica fosse un valore assoluto. Ora so che il bambino che c’è in ogni giocatore non va mai spento. Non va mai represso l’aspetto ludico, quello per il quale il calcio si chiama, appunto, gioco del calcio. Quando un giocatore si diverte rende il doppio, ed è uno spettacolo meraviglioso”. E sì, i tifosi della Lazio sono pronti a divertirsi. Estetica e bellezza sono dogmi del calcio sarriano: possesso palla sì, ma mai sterile. Bel gioco e risultati vanno a braccetto nella filosofia del mister toscano. E allora che lo spettacolo abbia inizio: benvenuto Comandante!

Giorgia Civita

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