La LAZIO degli scalatori

Pubblicato 
martedì, 17/07/2012
Di
Redazione
Tempo di lettura: 2 minuti

IL CORRIERE DELLO SPORT (D.Rindone) - Una nuova sfida, un nuovo allenamento: salita a piedi del Monte Agudo e discesa col fun bob, percorrendo la pista più lunga del mondo (3.000 metri). Da corridori a “scalatori” di montagna. Cambio di lavoro per la Lazio, c’è un’altra novità, la prevede la cura Petkovic. Domani pomeriggio la squadra non scenderà in campo, s’allenerà sul Monte Agudo, è un comprensorio circondato dalle cime delle Dolomiti, s’affaccia sul centro di Auronzo di Cadore. Non serviranno le scarpe da trekking, la Lazio non scalerà la montagna, questo no, tutta quanta misura circa 1.600 metri, ci mancherebbe. Ma sfrutterà un sentiero per risalirla in parte, correndo e camminando, in questo consiste il lavoro fisico programmato dallo staff tecnico. L’arrivo è previsto al rifugio della località “Malon”, si farà merenda e si riscenderà a bordo dei bob. Sarà un allenamento diverso, faticoso e divertente (nel finale...)

Tra 24 ore la montagna, oggi il bordo lago. Ci risiamo, non è finita. Alle 7.30 risuonerà la sveglia nell’albergo dei biancocelesti. Per la terza volta dall’inizio del ritiro i giocatori saranno buttati giù dal letto. Attenzione, l’alzataccia riguarderà solo sei uomini. Sono i reduci dei primi due test “militareschi”? Non è dato saperlo. Petkovic e Rongoni in questa seconda settimana di ritiro divideranno la squadra in gruppi e microgruppi in base alle capacità fisiche: «Preserveremo chi è meno potente fisicamente rispetto a chi ha più capacità di recupero», ha annunciato ieri il preparatore atletico.

La filosofia di Petkovic si basa sulla qualità: «Non riguarda solo il punto di vista tecnico, ma anche quello tattico e della gestione delle forze», ha spiegato Vlado nei giorni scorsi. Ieri mattina sono stati eseguiti due test per valutare la forma fisica del gruppo a livello ematochimico (prelievo dell’acido lattico) e per valutare la soglia d’affaticamento. Nel pomeriggio tutti in campo per la tattica, la Lazio è stata sdoppiata per disputare una partitella in famiglia su campo ridotto. Sono state schierate due formazioni, la prima era a forma di 4-4-2 (una conferma del modulo utilizzato sabato contro l’Auronzo): davanti a Bizzarri c’erano Scaloni, Diakitè, Dias e Garrido. Il centrocampo era formato da Candreva, Hernanes, Mauri e Lulic. In avanti agivano Zarate e Kozak. Petkovic ha provato Hernanes e Mauri in cabina di regia, ha scelto due registi, due giocatori tecnici, una formula strana, gli esperimenti vanno avanti. L’altra Lazio, è qui la novità, si muoveva col 4-2-3-1. E’ la prima volta che questo assetto viene testato, è il modulo caldeggiato dalla società: Cavanda, Stendardo, Biava e Zauri componevano la difesa. Cana e Ledesma facevano da diga a centrocampo, sulla trequarti agivano Gonzalez, Ederson e Floccari. Rocchi era il centravanti. Tracce di futuro? Si vedrà. Gli esperimenti non sono finiti.

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