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Pellegrini: “La Lazio è famiglia. Ora sto bene mentalmente” E su Kamada…

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LAZIO PELLEGRINI CONFERENZA STAMPA – Si aprono le porte della sala stampa di Formello: ci sono Luca Pellegrini e Nicolò Rovella. Il terzino, tornato nella Capitale dalla Juventus, si è presentato in conferenza.

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Prima parla Fabiani

“Buonasera a tutti, una ripresentazione a distanza di pochi mesi. Come tutti sapete, Pellegrini voleva fortemente la Lazio, talmente tanto che ha fatto anche dei grossi sacrifici. L’allenatore lo voleva fortemente, è stata una trattativa abbastanza complessa e grazie soprattutto a Pellegrini si è conclusa nel miglior modo possibile. Gli diamo un grosso secondo benvenuto. A nome di tutta la società lo ringrazio di questo gesto nobile che ha fatto per l’amore della Lazio”.

Lazio, le parole di Luca Pellegrini in conferenza stampa

Le prime parole di Pellegrini

“Grazie a tutti, volevo ringraziare il direttore per le parole spese. Non è una novità la volontà mia di tornare qui. Per me la Lazio è famiglia, diciamo che sono stati fatti dei sacrifici, ma fatti ben volentieri, questo ambiente per me è il migliore che ci possa essere”.

Il rapporto con Sarri

“Con il mister ci siamo parlati a suo tempo e a fine stagione l’anno scorso. Alcune cose rimangono tra noi per preservare il gruppo. Niente è certo nella vita, l’unica cosa che possiamo fare è controllare le nostre azioni. La volontà mia è quella di essere a disposizione il più possibile e nel miglior modo possibile”.

Sulla trattativa e il calciomercato

“C’è un discorso di base che la volontà del giocatore e della società è sempre forte. La trattativa è durata un po’, non è stata semplice. Parlare del passato non mi va, ora voglio guardare solo il positivo e al futuro per concentrarmi sulla Lazio”.

Sugli obiettivi in stagione

“Il mister ha ragione, dobbiamo stare con i piedi per terra. Tante squadre si sono rinforzate, comprese anche noi nella rosa. Il calcio poi non si gioca con le figurine, bisogna scendere in campo, e purtroppo si è visto anche a Lecce dove siamo usciti sconfitti. Dobbiamo lavorare e seguire cosa dice il mister. Non è proibito sognare, ma dobbiamo rimanere a contatto con la realtà”.

Sulla sua condizione

“Sicuramente non è stato facile stare lontano dal campo, anche se mi sono allenato uguale. Mi sento bene, soprattutto mentalmente. Poi con i preparatori, con cui ho già parlato, siamo a buon punto”.

Sui 6 mesi passati in prestito

“L’anno scorso mi aspettavo di giocare un po’ di più, però non metto io la formazione in campo, il mister avrà avuto le sue motivazioni. Quello che dovevamo dirci e vedere l’abbiamo fatto”.

Sulle emozioni di arrivare alla Lazio

“Le emozioni sono state sempre fortissime e differenti. A gennaio sapevo di dover stare qua 6 mesi, ora invece c’è la consapevolezza e un sogno che si realizza per poter fare un percorso con la Lazio”.

Su Kamada e il confronto con Milinkovic

“Kamada e Sergej sono due gioctori completamente diversi. Con Daichi ho giocato 6 mesi a Francoforte, può fare la differenza qui. Il discorso del rimpiazzo di Sergej non ha senso, è solo un peso per le spalle di Daichi. È un bravissimo ragazzo, ha una cultura del lavoro impressionante e sono contentissimo che ci siamo ritrovati qui alla Lazio”.

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