IL RISCATTO DI CANA: guerriero d'Europa

Pubblicato 
mercoledì, 03/10/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti
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RASSEGNA STAMPA - Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. C’è il Maribor, tocca a Cana, torna aspirante “Guerriero”. Queste le parole che si leggono nell'edizione odierna de Il Corriere dello Sport. Due luci improvvise – i gol a Lecce e Bergamo – poi solo il buio. Lorik è ancora un mistero a Formello. Profumo d’Albania, lo respira ovunque Lorik. Forgiato dalla guerra, cittadino del mondo, ambasciatore Unicef. Nato a Pristina, capitale del Kosovo, anima albanese come la maggioranza della popolazione cittadina. "Ero solo un bambino quando lasciai il Kosovo in condizioni terribili. Non è stato facile, ma tutte le esperienze che ho vissuto mi hanno trasmesso un’incredibile capacità d’adattamento". Parla francese, inglese, tedesco, un po di cinese, è già maestro d’italiano.  C’è anche la cultura nel Dna: "Mi sono iscritto alla facoltà di Storia a Tirana. Tuttavia sto studiando part time e, a causa degli impegni calcistici, avrò bisogno di parecchi anni per laurearmi. Ad ogni modo, appesi gli scarpini al chiodo, proseguirò questa strada. Prenderò anche una specializzazione perché amo le tradizioni albanesi e anche l’archeologia" . Tre anni fa, con l’amico-ds Tare, riportò in patria la statua trafugata di Ascelpio, dio greco della medicina. Altruismo e moda. In Francia Cana ha persino posato come modello. A Roma è già un sex simbol: "E’ vero, ma non mi ha mai infastidito quest’etichetta". Stasera sfilerà in campo. L’Europa l’aspetta, come una volta. Adesso però vuole finalmente ammirarlo con la maglia della Lazio. E’ bello, che balli.

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