"La mia LAZIO a testa alta"

Pubblicato 
giovedì, 18/10/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti
(Getty Images)

LA GAZZETTA DELLO SPORT (D. Stoppini) - Il tecnico biancoceleste Petkovic ha concesso un'interessante intervista aLa Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:

Dove arriverà la Lazio?
«A Natale lo sapremo, ora è troppo presto».

Quindi la parola scudetto non gliela tiriamo fuori.
«È un traguardo così lontano, io non vedo neppure dicembre».

Chi è favorito per Lazio-Milan?
«La mia squadra è sempre favorita».

Cosa ha la Lazio più del Milan?
«I punti. Il resto va dimostrato.[...] Voglio che la Lazio dimostri di essere grande con le grandi».

In che cosa deve migliorare la sua squadra?
«Nella capacità di reagire ai momenti difficili e nel saper mantenere un livello alto di gioco per 90'».

Con la Roma sarà la sfida più importante della stagione?
«No, quella più importante è sempre quella successiva».

Allora è una partita come le altre.
«Non ho detto questo, non lo penso».

Della Roma prenderebbe qualcuno?
«Non cambierei nessuno dei miei giocatori».

De Rossi con lei giocherebbe?
«[...] si può avere un'idea precisa su un calciatore solo allenandolo».

Qual è il segreto dell'esplosione di Hernanes?
«Aveva perso fiducia, ora è in grande forma. [...]».

Klose quei livelli li ha già raggiunti.
«[...] Fosse per lui giocherebbe 24 ore su 24, starà a me gestirlo. Ma il mio compito è far sì che la Lazio non sia Klose-dipendente».

E Zarate? Si può gestire al meglio pure lui?
«Ricordo il suo primo anno con la Lazio. Ma il difficile è confermarsi. Nel calcio il passato non conta [...]».

Mauri è sempre nell'occhio del ciclone. Come sta gestendo il rapporto con lui?
«Non faccio il prete, non entro nella privacy di un calciatore, a meno che non sia lui a chiedermelo».

È Ledesma il segreto della sua Lazio?
«[...] Vorrei che la mia squadra avesse tutti play in campo».

Un altro potrebbe presto essere Ederson.
«A Nizza giocava anche da mediano. Ecco, vorrei rivedere quel giocatore lì, a tutto campo».

Che tipo è il presidente? Difficile andarci d'accordo?
«No, tutt'altro. E' una persona che ha entusiasmo, energia e idee chiare [...]».

Ogni tanto prova a suggerirle la formazione?
«Assolutamente no. Anche perché con me mai nessuno lo ha fatto. [...]».

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