DI CANIO: "Si sono persi i principi della Lazialità. Se questo è il mondo che circonda la Lazio preferisco non seguirlo..."

Pubblicato 
giovedì, 11/10/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 4 minuti
(getty images)

LUNGA INTERVISTA A DI CANIO - Intervistato da 'lalaziosiamonoi.it', l'attuale allenatore dello Swindon Town (formazione che milita nella League One inglese) ma indimenticato giocatore biancoceleste, Paolo Di Canio parla di tutto e di più: della Lazio, del suo futuro, della coppia d'oro Klose-Hernanes e molto altro. Di seguito le sue parole:

Sul suo futuro
“Ormai sono inserito alla grande nell’ambiente inglese e una delle mie aspirazioni più grandi è sicuramente diventare la guida tecnica della nazionale, e perché no vincere qualcosa di importante, che qui manca da molto tempo. Di certo il paragone con Capello, oggi, è fuori luogo. Lui è venuto qui già da grande allenatore, mentre Di Canio deve dimostrare tutto e piano piano lo sta facendo. Magari fra una decina d’anni potrò dire la mia, ma la mia preoccupazione attuale è la partita di sabato, che qua due partite perse e ti licenziano!”.

Su un possibile ritorno in Italia
“Per ora non è nei miei pensieri, il calcio che più amo è quello inglese, per l’atmosfera che si vive e si respira. Tutti gli allenatori hanno l’ambizione di guidare un club importante, ma al momento vorrei fare un altro paio d’anni qui e portare avanti un certo tipo di progetto, iniziato al mio arrivo”.

Sulla Lazio
“La Lazio? Beh, C’è un grande allenatore portato da un grande presidente, quindi adesso c’è da pensare a questo futuro roseo costruito da un grande personaggio che in questo momento sta volando, vola come quella povera aquila Olympia…”.

Sul big match contro il Milan
“Non credo sia uno scontro diretto perché in questo momento i biancocelesti stanno molto più in alto in classifica. Il Milan ha cambiato tutto e oltretutto c’è un po’ di maretta con Allegri che è stato messo in discussione. Probabilmente il vero big match è Juventus-Napoli, anche se vedo comunque i bianconeri  una spanna sopra le altre…”.

Sulla gara contro il Tottenham
“Mi sembra che la Lazio si sia comportata come la classica italiana, timorosa e arroccata, in cerca di strappare il pareggio a tutti i costi. Se sono stato invitato allo White Hart Lane? No, e nemmeno ci tengo perché non è il mio ambiente. Il fatto che Gazza è stato invitato è un gesto positivo, perché so dei problemi che sta passando e queste manifestazioni d’affetto non possono che fargli bene.”

Su Klose
“Non mi sembra che Klose abbia subito detto che aveva toccato con la mano. Ha esultato per una ventina di secondi, e solo dopo essersi reso conto delle tante telecamere, e accerchiato dai giocatori del Napoli, si è convinto a confessare. Ma il punto è che si è fatto un gran parlare della cosa, mentre in Inghilterra non avrebbe fatto nemmeno notizia… Ho sentito addirittura dei tifosi che si sono arrabbiati con Klose perché ha fatto annullare il gol, e questo è l’esempio della decadenza dei valori di un tempo”
.

Su Hernanes
“La nuova posizione e le tre stagioni italiane alle spalle lo hanno sicuramente aiutato. Non difetta di serietà, perché da quello che sento è un professionista serio e questo è fondamentale nella carriera di un calciatore. Certo, i campioni sono altri secondo me, ma ciò non toglie che lui stia sfruttando al massimo il suo potenziale e sia migliorato sotto il profilo del gioco di squadra. In campo internazionale ha mancato l’appuntamento, perché se con il Tottenham doveva dare qualcosa in più alla squadra, non l’ha fatto”.

Sul derby
“Chi vedo meglio in un derby Petkovic-Zeman? Per risultati e progetto mi sembra che Petkovic abbia attecchito molto più velocemente, aiutato sicuramente dal fatto che la rosa laziale gioca insieme da molti anni. Adesso come adesso, non vedo nessuna caratteristica zemaniana della Roma attuale, e credo che le caratteristiche della rosa non rispecchino quelle idonee a sviluppare quel gioco. Dà la sensazione che possa perdere sempre la partita, ma in un derby secco tutti sappiamo che può succedere di tutto. Oltretutto la Lazio ha giocatori che conoscono l’ambiente molto bene, e uno come Klose che assomiglia ad un robot, e non si farà assolutamente condizionare dalle emozioni, anzi. Al contrario vedo nella Roma un gruppo di giovani senza una guida che li trascini, e se poi si lascia fuori gente come De Rossi, per loro la vedo dura. Ma ripeto: il derby riserva sempre sorprese, sia brutte che belle”.

Sulle reazioni dei tifosi alle sue parole
“Non è un mio problema che i tifosi ci rimangano male se io dico quello che penso della Lazio. Quando mi si fa una domanda io rispondo sinceramente e non sento la necessità di dover fare una distinzione. Per quando riguarda lo scindere la società dalla tifoseria, rispondo che io non sono un ex giocatore che vive di radio o cose del genere, e che quindi si debba accaparrare i favori dell’ambiente. Commento in modo professionale e schietto, questo è il mio modo di essere, da sempre. Penso che sia da stupidi pensare che io non sia più laziale, e se questo è il mondo che circonda la Lazio preferisco non seguirlo. Sono sempre stato un uomo solo e me ne vanto, perché quello che ho fatto l’ho sempre fatto con le mie forze, e quando dico quello che penso lo dico sempre, che sia mia figlia oppure il mio migliore amico. Non mi interessa dire cose carine quando non le penso, sarebbe ipocrita. Non mi interessa quello che dice la gente, io sono laziale e nasco laziale, e non devo ripeterlo ogni giorno per dimostrarlo. Tra l’altro, i valori che hanno sempre contraddistinto il popolo biancoceleste oggi si sono persi, e quando sento persone, tifosi, che si arrabbiano con Klose per quel gol fasullo, allora non mi sento laziale, perché questo popolo ha sempre lottato per le gioie che ha avuto, conquistandole con il sudore”.

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