FRANCESCHINI: "Lazio non devi porti limiti: il SECONDO POSTO non è una chimera"

Pubblicato 
venerdì, 26/10/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 3 minuti

FRANCESCHINI A LAZIO STYLE RADIO - La sua carriera laziale è stata brevissima (appena tre presenze) ma Daniele Franceschini rimarrà sempre nella storia del club per quello Scudetto Primavera conquistato insieme a Marco Di Vaio e Alessandro Nesta. Oggi, l'ex giocatore di Chievo e Sampdoria è intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio. Ecco le sue dichiarazioni:

Su Fiorentina-Lazio
Bisogna stare attenti alla Fiorentina perché gioca un buonissimo calcio, anche se Petkovic ha costruito un gruppo solido e forte dove tutti sanno cosa fare. Oltre a Klose, Hernanes e Candreva, anche gli altri giocatori sono cresciuti molto. Credo che ci siano un po’ di cambiamenti rispetto a giovedì, anche per via di qualche infortunio, ma credo che chiunque giochi farà bene. Certo che quando non hai Klose è normale che perdi qualcosa, ma non perché è la Lazio, io credo che tutti perdano qualcosa quando non hai in campo un giocatore straordinario come lui”.

Sulla Serie A
“Purtroppo il livello tecnico è sceso, i campioni sono andati via e i giovani fanno fatica ad emergere. Alcuni come Insigne e El Shaarawi ci sono, ma altri si vedono davvero con il contagocce. Credo che la Juve sia la più completa e forte, almeno in Italia, perché in Europa la storia è diversa. La Lazio la vedo bene, non solo per il terzo posto ma anche per il secondo. Il Napoli non mi sembra lontanissimo come lo è la Juve, quindi perché non provarci. Quello che conta non è la suadra ma è la mentalità, e la Lazio grazie a Petkovic ha acquisito una mentalità importante. Per non deve porsi limiti".

Sulla vittoria dello Scudetto Primavera
“Quella è stata una squadra fantastica, ma non lo dico perché c’ero io ma perché era composta da giocatori di altissimo livello. Disputammo un campionato eccezionale, vincendo tutte le partite in goleada e portando al campo almeno duemila persone. Una volta vincemmo 4-0 a Bergamo contro l’Atalanta e ricordo che il pubblico bergamasco ci applaudì sia durante che a fine partita. Quella era un’Atalanta con Morfeo, Zauri, Pisani e anche i fratelli Zenoni. Poi anche nelle fasi finali vincemmo tutte le partite almeno 3-0. D’altronde non poteva essere così per una squadra che quasi completamente è riuscita a portare tutti i suoi componenti nel professionismo. Di solito in una primavera solo 2/3 persone riescono a fare una carriera dignitosa, invece in quella formazione sono riusciti quasi tutti, per non parlare di Nesta, Di Vaio e Roma che sono stati campionissimi. Mi dispiace per Iannuzzi che era considerato il più forte di tutti, e per me lo era, ma a cui è mancata un po’ di verve agonistica. Non dimentico neanche Mimmo Caso che ci insegnò tantissimo. Non sento più molti di quella squadra ma è come se fossimo legati da un filo invisibile. A volte con Iannuzzi giochiamo ancora a calci8 e gli rimprovero sempre di non riuscire mai a vincere un contrasto contro di me (ride, ndr)”.

Sull'ultima stagione all'Atletico Roma
Quasi non vorrei parlarne perché è stato un momento bruttissimo per il calcio romano. Purtroppo si sono incontrate delle persone non adeguate che hanno fatto fallire una società che esisteva da più di venti anni. Da li sono usciti giocatori come Candreva, Firmani, Stellone, Luca Toni e anche lo stesso Francesco Totti Adesso manca una realtà come quella ed è un vero peccato, soprattutto per tanti giovani che oltre a Lazio e Roma, poi non hanno altre strade per arrivare nel professionismo qui in città. Spero che adesso la Nuova Lodigiani ritorni presto ai livelli di prima”.

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