Castroman: "Questa Lazio è bellissima. Luka Romero mi somiglia, deve giocare..."

Pubblicato 
lunedì, 16/01/2023
Di
Andrea Castellano
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Tempo di lettura: 2 minuti

LAZIO CASTROMAN INTERVISTA - Ai microfoni di Radiosei è intervenuto Lucas Castroman, ex giocatore della Lazio che ha parlato dell'attuale periodo dei biancocelesti.

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Lazio, le parole di Castroman

"Dopo 21 anni è incredibile risentire la cronaca del mio gol. Quando stavo in panchina guardavo Zoff e pensavo nella mia testa di mettermi perché non potevamo perdere la partita. Quel derby per me è stato meraviglioso, quel pareggio è stato come una vittoria, non solo in campo ma anche fuori: mi ha fatto rimanere nel cuore dei tifosi laziali. Alcuni miei amici argentini sono venuti a Roma e quando pronunciavano il mio nome avevano reazioni contrastanti da tassisti laziali o romanisti. La grandezza di quel gol sta anche in queste reazioni".

Riguardo la Lazio attuale

"Cerco di guardare la Lazio attuale e di non fare paragoni con il passato. Tutti i giocatori sono diversi, poi Luka Romero mi somiglia fisicamente, non ora (ride, ndr) ma al Castroman dell'epoca. Vedere la Lazio, dopo quella di Simone Inzaghi, giocare con la palla al piede e passare dalla difesa all'attacco con il possesso è bellissimo. Questa credo sia l'arma in più di Sarri. Poi Milinkovic, Luis Alberto e Immobile fanno la differenza, come nei miei anni Veron, Crespo, Nedved".

Su Luka Romero

"Luka Romero finché deve giocare tante partite e dimostrare le sue qualità. Giocare una partita e una no è difficile, ma questo non significa che sto dicendo qualcosa contro Sarri. La Lazio l'ha preso da ragazzino, ha tanto tempo davanti, deve dimostrare tutto come ha già fatto intravedere quando è entrato. Ogni ingresso è stato molto positivo, ora deve continuare sempre di più a dimostrare. Per me in assoluto è meglio giocare, ma questo non significa che debba andare in un'altra squadra. Io ho sempre preferito giocare e per questo sono andato via dalla Lazio".

Riguardo la Lazio del passato

"In ogni pausa delle nazionali rimanevamo in 4 o 5 giocatori, avevamo in rosa anche dei capitani delle nazionali. In quel momento era difficile giocare, ma mi bastava una mezz'ora per dimostrare a Zoff di essere al livello di Poborsky. Anche il mister aveva trovato l'equilibrio giusto tra me e Karel. Certo poi che uno voglia sempre giocare, i minuti servono soprattutto ora che il calcio è più fisico e meno tecnico".

Sull'infortunio di Immobile

"Immobile si è fatto male perché purtroppo noi calciatori abbiamo questi incidenti e quando veniamo da un infortunio sulla gamba sinistra c'è il rischio di infortunare l'altra perché si va in protezione".

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