LOTITO: "Chi comanda è il primo che deve fare sacrifici"

Pubblicato 
martedì, 23/10/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti

Non ha peli sulla lingua il presidente Claudio Lotito che, intervenuto alla trasmissione "Il ruggito del coniglio" su RadioDue, manda dei chiari messaggi al premier Monti e analizza la sua entrata nel mondo del calcio. Poi spiega la faccenda dello stadio a Valmontone.

Ecco le sue parole: "Penso che un governo oltre a tagliare deve creare possibilità di sviluppo, mi pare che questo governo abbia bloccato le tasse  e abbia bloccato l'economia, noto che tagli veri e strutturali non sono stati fatti. Sulla previdenza hanno fatto una riforma al 70% per cento, non hanno attaccato tutte le pensioni che rappresentano un danno. Avrei portato una norma per il bilancio in pareggio, chi non lo porta sequestro preventivo dei beni  pari al danno procurato chi attesta il falso, e mi riferisco alla classe medico, immaginate quanta gente non va a lavoro ed è giustificata da un certificato. Avere una tesoreria unica, unico posto dove vengono fatti i pagamenti, si evita il pagamento di interessi passivi, che un ente possa pagare pur non avendo la possibilità, oggi hanno diminuito la cassa, una famiglia prende 2000 euro, spende nei bisogni e non ha risorse per pagarli. Maturano debiti che dovranno essere pagati, questo errore blocca l'economia. Servono tagli strutturali, non orizzontali ma verticali".                                                           "Alla Lazio quando sono entrato alla Lazio 84 milioni di ricavi, 86,5 ne spendevamo,avevamo 1600 miliardi, la prima cosa che ho tagliato sono i costi. Chi comanda deve dimostrare che è il primo a fare i sacrifici. Io tagliai subito tutti gli emolumenti, compresi il mio e del consiglio di amministrazione ".     Ma ne sono andati tutti? "E meno male che se ne sono andati. Cosi hanno finito di fare i prenditori e i magnager. Mentre a noi servono imprenditori, cioè persone che guadagnano e investono. La mia area politica è quella della gente, la gente vuole soluzione dei problemi, hanno solo creato problemi i politici. Bacone diceva "tabula rasa".

CAPITOLO STADIO- A Valmontone era impossibile: "Valmontone è stata una provocazione, all'epoca quando lanciai 8 anni fa, l'amministrazione diceva che gli stadi non servivano, perchè c'era l'Olimpico. Ci sono due soluzioni, una senza legge, che deve seguire i tempi borbonici della burocrazia. Per quanto riguarda la legge, i parlamentari nella legge hanno inserito 4 righe che rallentano, e riguardano i vincoli. Tutto viene acquisito alla Conferenza dei Servizi, un tavolo a cui partecipano tutte le realtà del territorio, la legge 241 dice che deve dare parere unanime. L'efficacia della Conferenza dei Servizi è subordinata all'assenso di chi ha messo il vincolo, cioè se chi ha messo il vincolo dice no, addio stadio".

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