“E’ un favore a Lotito, Zamparini e De Laurentiis”: Il Pd contro la legge sugli stadi

Pubblicato 
lunedì, 22/10/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti
(Getty Images)

RASSEGNA STAMPA - Sono passati oltre tre anni da quando la legge per “la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi” fu approvata al Senato. E ora, come riporta l'edizione online de 'Il Fatto Quotidiano', il testo è tornato a Palazzo Madama per il via libera definitivo. Ma forse la cosiddetta ‘Legge sugli stadi‘ non è mai stata tanto lontana dal traguardo. Il perchè? Il Pd ha deciso che non la voterà. Almeno non nella forma in cui è passata alla Camera. Ed è pronto a dare battaglia contro i passaggi più discussi dove si anniderebbe il rischio di speculazioni edilizie. Intervistato proprio da 'ilfattoquotidiano.it', Roberto Della Seta, Capogruppo della Commissione Ambiente e territorio spiega la posizione ufficiale del partito: “Il disegno di legge oggi tradisce completamente il suo obiettivo dichiarato: nasce per aiutare il calcio italiano e favorire la costruzione degli stadi di proprietà ma di fatto avalla una serie di abusi. E’ contraria a tutti i nostri principi in tema di sviluppo del territorio e tutela dell’ambiente. Per questo la linea del gruppo del Pd al Senato e della Presidente Anna Finocchiaro è che la legge così com’è noi non la voteremo”.
I nodi da sciogliere sono sempre gli stessi: la possibilità di costruire a corollario dell’impianto sportivo senza limiti di cubatura o tipologia; le procedura di assegnazione diretta del terreno e dei lavori; la capienza degli stadi; la tutela dei vincoli urbanistici. Il vero nodo, comunque, è l’edilizia residenziale: per il Pd la prospettiva che insieme allo stadio sorgano interi nuovi quartieri in deroga alle ordinarie procedure di costruzione è inaccettabile. Francesco Ferrante, senatore Pd che segue da vicino la questione, tuona senza mezzi termini: “Molti parlano a sproposito della questione, dicono che il Pd vuole affossare la legge. Non è così: noi siamo favorevoli alla realizzazione di impianti di proprietà. Ma qui gli stadi sono solo il ‘cavallo di Troia’ per legalizzare clamorose speculazioni di cui noi non vogliamo essere complici. Si tratta di un regalo della politica a poche persone che hanno un nome ed un cognome”. Nomi che vengono fatti da Della Seta: “Si sa chi sono i presidenti di società calcistiche interessati a grandi speculazioni col pretesto del nuovo stadio: in primis Lotito della Lazio, ma anche gli americani della Roma, De Laurentiis del Napoli, Zamparini del Palermo. Fosse per me questa legge dovrebbe morire in Senato”.

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