L'EDITORIALE DI PAOLO CERICOLA. La strada è quella giusta

Pubblicato 
lunedì, 01/10/2012
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti

L'EDITORIALE DI PAOLO CERICOLA - La Lazio c’è. La non brillantissima vittoria di ieri sul Siena ha confermato un dato chiaro: i biancocelesti hanno la qualità per rimanere nella parte alta della classifica fino alla fine. In estate spesso ci si era preoccupati della mancanza di una terzino duttile che potesse essere il cambio di Radu e Konko (Balzaretti al momento non brilla proprio….), e di una punta alternativa a Klose. Ieri, ma non solo, Pektovic ha dimostrato che il cambio di Radu è Lulic ma che può esserlo anche il redivivo Cavanda, penalizzato a torto in passato per il famoso goal di Krasic dove l’errore lo commise Muslera….Ciani non è pronto e l’opaca gara di Napoli lo ha dimostrato sottolineando come Biava e Dias siano ancora una certezza. A centrocampo c’è poco da fare i difficili. I numeri dicono che dopo Pirlo il miglior regista del campionato italiano di chiama Cristian Ledesma. Anche ieri il numero 24 si è piazzato davanti alla difesa svolgendo un lavoro oscuro in chiusura ma preziosissimo in costruzione fornendo quali 100 passaggi ai propri compagni. Candreva e Mauri sulle corsie esterne danno profondità alla manovra e pericolosità negli inserimenti mentre Gonzalez è quel filtro che vicino ad Hernanes è fondamentale per gli equilibri a centrocampo. Ederson ( ottima la sua prima) e Brocchi (ormai manca poco) ed Onazi sono carte utilissime, Cana sarà l’alternativa a Ledesma, ma se l’italo-argentino continuerà su questi livelli, vedrà il campo molto poco. Il parco attaccanti è la nota più “spietata” . Il 4-1-4-1 di Pektovic non permette alternative. Gioca Klose e basta. La prestazione di Ederson con conseguente dichiarazione del mister “ lui ed Hernanes possono giocare insieme” è un macigno sulle alternative offensive. Rocchi ancora non ha giocato un minuto, Floccari qualche scampolo, Kozac ha bruciato la chance mentre Maurito è tornato nel tunnel senza uscita degli anni passati ben lontano da quel ragazzo tutto dinamite che fece innamorare il primo anno. Ma questa Lazio non può aspettare nessuno. Come in ogni grande squadra chi è chiamato deve riuscire a dare il meglio senza se e senza ma altrimenti il treno passa e si resta alla stagione. Ora giovedì l’Europa League contro il Maribor poi Pescara e Milan in un ciclo di gare che potranno certificare la Lazio di Pektovic a livello nazionale ed internazionale. Ora serve il carattere, la grinta e la tenuta mentale, caratteristiche che vanno migliorate. Dopo la rete di Borriello e quella di Cavani i biancocelesti hanno avuto dei passaggi a vuoto che non gli hanno permesso di rimettere in sesto la gara, caratteristica invece delle grandi squadre. Pektovic di carattere ne ha da vendere, il “vaffa” ieri dopo la mancata espulsione di Pegolo dimostra la grinta di un condottiero che sa di essere sulla strada giusta ma che questa è ancora solo all’inizio.

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