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Tutti i pericoli della telenovela Inzaghi-Lotito

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LAZIO INZAGHI LOTITO TELENOVELA – Come più volte riferito dalle cronache delle settimane scorse, ormai la questione del rinnovo di contratto di Simone Inzaghi ha assunto i contorni della vera e propria telenovela. I diretti interessati – lo stesso tecnico piacentino ed il patron biancoceleste Lotito – interrogati sulla questione più volte, ostentano tranquillità e reciproca unità d’intenti: “La Lazio è la mia priorità assoluta” dichiara Inzaghi, “Con Simone siamo già d’accordo su tutto”, rincara il Presidente. Già. Ma perchè allora non ci si riesce nemmeno ad incontrare? E perché la firma non arriva? Qualche tifoso laziale inizia a temere che queste lungaggini possano nascondere delle sgradite sorprese all’orizzonte. “E se poi il tecnico non firmasse?”, iniziano a chiedersi i supporters biancocelesti. Forse i timori non sono del tutto peregrini. E vi spieghiamo il perché.

La telenovela Inzaghi-Lotito: le tappe

Se non fosse per la più volte dichiarata – almeno ai media – comune volontà di proseguire il matrimonio, ci sarebbe di che preoccuparsi. L’ultimo incontro reale tra i due risale al 9 dicembre del 2020. In seguito, Lotito ha adeguato la sua proposta di rinnovo sulla base di 2,5 milioni di euro annui per tre anni. Il Presidente avrebbe anche smarcato il punto, molto importante per Inzaghi, realtivo al compenso per il suo staff. Questo è stato uno dei punti nodali che fece arenare la trattativa lo scorso inverno. Ma anche questo era stato brillantemente superato, sempre dando credito alle parole di Lotito, che aveva assicurato di “non voler far cadere un accordo per 100mila euro di differenza”. Tutti contenti, allora: si firma? Non ancora. I mesi di febbraio e marzo sono scivolati via tra incontrollate voci di mercato che avrebbero voluto il Napoli, e dapprima la Juve, interessati al tecnico, e continui rinvii sull’incontro a causa di impegni istituzionali del patron. Tutto vero, ma le coincidenze iniziano ad essere troppe.

Le vicende giudiziare della Lazio e il Covid a casa Inzaghi

Febbraio e marzo, dicevamo. Prima le udienze sul caso tamponi, poi il processo per la vicenda del rinvio di Lazio-Torino, hanno impegnato l’agenda del Presidente durante tutto questo periodo. Con le relative lungaggini del caso – l’appello sul caso tamponi, con l’inibizione a 12 mesi per Lotito, è arrivata qualche giorno fa – si è arrivati ad aprile, mese in cui il tecnico piacentino è stato sostanzialmente bloccato a casa causa Covid. Assente dalla panchina, e da Formello, per tre settimane, Inzaghi non è stato disponibile fisicamente ad un incontro. Arriviamo allora a maggio – Lazio-Genoa si è disputata domenica 2 -, mese che inzia con le dichiarazioni di Inzaghi il quale lascia intendere che ora la priorità è concentrarsi sulla corsa Champions. E che le questioni sul rinnovo verranno affrontate a fine campionato. Ed è proprio qui, in questo rimandare a fine stagione la firma, che si cela qualche dubbio sul fatto che questa possa saltare.

Lazio-Inzaghi, cosa potrebbe accadere senza la Champions

Poniamo il caso, tutt’altro che impossibile come scenario, che la Lazio fallisca la qualificazione alla prossima Champions League. Fermo restando, e dando per scontato, che Inzaghi accetti ancora le condizioni economiche sottopostegli da Lotito, che peso avrebbe la mancata partecipazione alla prossima Champions? In gioco ci sono due questioni: le legittime ambizioni del tecnico, che vorrebbe disputare la competizione più prestigiosa, e l’inevitabile ridimensionamento, in termini di calciomercato, che Lotito dovrebbe necessariamente operare. È proprio su questo tema che si potrebbe snodare, con delle sgradite sorprese, l’intera vicenda. E se non diventasse più – come apparentemente mai è stato – un problema di soldi? E se Inzaghi ne facesse una questione di status del club? Se andiamo indietro con la memoria, ricorderemo come le frizioni sulla campagna acquisti ci siano state anche la scorsa estate. Nonostante ci fossero stati gli introiti della Champions. È così assurdo pensare che la pianificazione di un mercato ridotto, a causa del mancato quarto posto, da parte del patron, soddisferebbe le volontà del tecnico? Insomma il focus del problema rischia di essere spostato: finchè si parla di differenza di ingaggio, un accordo può sempre trovarsi. Ma se il nodo diventasse l’impossibilità di tornare su livelli di eccellenza per questioni di bilancio – legittime, del resto – lo scenario potrebbe cambiare. Il sospetto che il banco possa saltare a fine stagione inizia ad aleggiare latentemente nell’animo di più di un tifoso. Ecco perché diventa vieppiù importante centrare la qualificazione alla prossima Champions: questa sarebbe il salvacondotto per riempire di tanta sostanza la permanenza di Inzaghi alla Lazio.

Alessio Cherubini

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