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Graziani: “Chinaglia era il mio punto di riferimento. La Lazio gioca il miglior calcio in Italia”

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GRAZIANI LAZIO ROMA INTERVISTA – Meno uno al derby capitolino Roma-Lazio. Entrambe le compagini si sono lasciate alle spalle le rispettivie eliminazioni in Coppa Italia e puntano decise a giocarsi la stracittadina. La squadra di Inzaghi arriva al derby con 11 vittorie di fila in cassaforte e vuole ottenere la dodicesima proprio contro i cugini della Roma. Ai microfoni di Radio Centro Suono è intervenuto Ciccio Graziani. Durante l’intervista ha parlato del derby di domani e del rapporto che lo legava a Giorgio Chinaglia. Ecco le sue parole.

L’amicizia con Giorgio Chinaglia

“Chinaglia l’ho sempre preso come punto di riferimento e infatti, non a caso, ero soprannominato il Chinaglia della B perché giocavo un po’ ingobbito come lui. Quando sono arrivato in Nazionale mi disse: “Ci conosciamo poco, ma ti voglio bene perché quando giocavi nell’Arezzo hai sempre parlato bene di me. Sono contento dei risultati che hai ottenuto. Ho chiesto al mister di metterti in camera con me”. Eravamo in ritiro a Tivoli, dovevamo giocare contro la Polonia e fui davvero felice di poter condividere del tempo con lui. Giorgio era spettacolare, aveva carattere e personalità da vendere: era un trascinatore in tutto e per tutto e lo ricordo con grande affetto e stima”.

Il giudizio sul gioco della Lazio

“La Lazio è una bella realtà che da due mesi e mezzo a questa parte gioca il miglior calcio in Italia. La Roma mi piace ma è troppo a fasi alterne, mentre al momento la Juventus non mi entusiasma. La Lazio è una realtà meravigliosa perché con il suo gioco, la sua mentalità e le sue qualità tecniche sta disputando un campionato strepitoso. Il centrocampo dei biancocelesti ce l’hanno in pochi in Europa e poi c’è Immobile che finalizza la manovra nel migliore dei modi. Correa sembra sornione, non così forte finché non sfodera giocare da campione vero. Giocano spesso gli stessi ma questo permette di avere automatismi molto collaudati.”

Sulla Roma

“La Roma tecnicamente è molto forte e ha nei singoli tanta qualità, però ci fa dannare per i suoi troppi alti e bassi. La discontinuità della squadra è un problema da risolvere, ma negli ultimi tempi gli errori individuali hanno annullato le qualità tecniche della squadra. L’obiettivo della Roma era quello di lottare per un posto in Champions, comunque”.

Due laziali in famiglia

“Mio fratello grande tifoso della Lazio, abbiamo sempre vissuto la rivalità in maniera sana, quando mi veniva a vedere da calciatore scherzavo dicendogli: “Sei venuto a gufa’?”. Anche mio nipote Stefano è laziale, ha passato tanti anni in Curva Nord. Per me il tifo deve essere sempre sano sfottò e condivisione di una passione”.

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