Anatomia di un pareggio: una Lazio stanca e con poca amalgama impatta sul Monza

Pubblicato 
domenica, 24/09/2023
Di
Arianna Botticelli
Rovella in scivolata in Lazio Monza
Tempo di lettura: 3 minuti

LAZIO MONZA RISULTATO - Calzettoni abbassati, mani sui fianchi e capo chino. Basta guardare Luis Alberto a fine gara per capire l’umore della Lazio. Rosario Abisso ha appena fischiato la fine della partita con il Monza e di braccia al cielo non se ne vedono. Anzi, a dilagare tra campo e spalti è un mix di stanchezza e rassegnazione, figlio di un altro risultato non positivo. Gli uomini di Sarri hanno disimparato a vincere, soprattutto in casa. E la sensazione è che il treno per le posizioni di vertice sia già partito, lasciando a terra Immobile e compagni.

Lazio - Monza termina sul risultato di 1-1: il racconto della sfida

Il gol di Provedel con l’Atletico Madrid ha dato la scossa, ma il paziente necessita ancora di cure. Con soli due allenamenti sulle gambe, scarico e rifinitura, la Lazio è apparsa molle, stanca e stranamente riflessiva. Le parole di Immobile nel pre-partita, che parlava di finale, hanno presto lasciato il posto alla fatica. Il terzo impegno in sette giorni s’è fatto sentire, soprattutto su quei giocatori che finora hanno cantato e portato la croce come Luis Alberto. E neppure le scelte di Sarri, che ha tenuto a riposo Kamada e Felipe Anderson hanno pagato. Guendouzi e Isaksen hanno mostrato ancora problemi di ambientamento e tutta la manovra ne ha risentito. Anche quando, nei primi venti minuti, i biancocelesti si sono mostrati pronti e reattivi, decisi ad archiviare subito la faccenda.

Il primo tempo si sblocca grazie a Immobile e Gagliardini

E le cose si erano anche messe bene. Lo sprint di Zaccagni aveva consegnato a Immobile la possibilità di timbrare il cartellino dagli undici metri. Una chance che il capitano non si è fatto certo scappare. Li, però, si è di fatto spenta la Lazio. Il Monza ha cominciato a costruire un’azione dopo l’altra, sempre sfruttando la velocità di Ciurria e l’accompagnamento dei centrocampisti. Così è arrivato, a metà tempo, il pareggio di Gagliardini. E così sono arrivate, una dopo l’altra, le occasioni per Colombo e Dany Mota. Tanto che all’intervallo il tabellino parlava chiaro: otto tiri per i brianzoli, solo uno per i padroni di casa.

La ripresa è scialba: pareggio giusto

Chissà se Sarri l’ha fatto vedere ai suoi uomini nell’intervallo. Non possiamo saperlo. Fatto sta che la Lazio esce dagli spogliatoi rinvigorita, almeno nell’atteggiamento. Sempre grazie alla catena di sinistra, arricchita dall’inserimento di Pellegrini al posto di Hysay, i biancocelesti hanno provato più volte a far male a Di Gregorio. L’occasione più ghiotta la ha avuta Immobile, bravo a sfruttare un’indecisione della difesa e calciare di prima intenzione. Peccato che il pallone, colpito in maniera poco pulita, si sia stampato sul palo. Giusto il tempo, poi, di annullare per fuorigioco un altro gol agli ospiti, e la partita è scivolata in un piatto senza sapore. I calciatori di Sarri, provati dalla notte europea, non hanno più avuto la forza per spingere e creare. Quelli di Palladino, saggio nel togliere Colpani e coprirsi con Akpa Akpro, hanno usato l’acume e capito che un punto all’Olimpico non sarebbe stato male.

La Lazio non sa più vincere: il treno Europa è già partito

Ne è uscito un pareggio scialbo, con le squadre che si sono equivalse. Il maggior tasso tecnico della Lazio non si è visto, tranne per le sgroppate di un imprendibile Zaccagni. L’altro segnale positivo è arrivato da Immobile, letale dal dischetto e applicato come mai fino ad ora in stagione. Eppure non è bastato. I capitolini non sanno più vincere, un particolare di non poco conto. Negli ultimi due mesi l’hanno fatto solo una volta, a Napoli. Per il resto, tre sconfitte e due pareggi. Un ruolino di marcia che certamente non risponde a quanto visto in campo. Ma che, d’altro canto, va immediatamente rivoltato. La corsa al vertice corre già lontana. E il rischio di trovarsi a giocare per posizioni che non hanno alcun valore è più vivo che mai.

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Daniele Izzo
@danieleizzo94

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