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Balotelli e il razzismo: “Una volta mi hanno lanciato un casco di banane. Insegniamo ai nostri figli che siamo tutti uguali”

BALOTELLI RAZZISMO – Il razzismo è una piaga ancora troppo presente nella realtà quotidiana e anche nel mondo del calcio…

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BALOTELLI RAZZISMO – Il razzismo è una piaga ancora troppo presente nella realtà quotidiana e anche nel mondo del calcio. Uno dei giocatori più bersagliati è Mario Balotelli, nato in Italia da genitori ghanesi. L’attaccante della Nazionale italiana è stato più volte vittima di razzismo: l’ultimo episodio deplorevole risale all’amichevole di soli 2 giorni fa contro l’Arabia Saudita. Sugli spalti dello stadio San Gallo è stato esposto un vergognoso striscione: “Il mio capitano è di sangue italiano”, poi fatto rimuovere dalla polizia locale. L’attaccante attualmente al Nizza ha raccontato in un libro del giornalista Alessandro Alciato, “Demoni”, la sua triste esperienza con il razzismo. Su “La Gazzetta dello Sport” sono stati pubblicati alcuni stralci del libro.

EPISODI RAZZISTI  – “Di certo, fossi stato bianco avrei avuto meno problemi. È stato uno schifo.
A scuola capitava che sparisse qualche merendina dai banchi e pensavano subito fossi stato io, senza indagare. Ma c’è un episodio che non dimenticherò mai: le lacrime non smettevano più di scendere. Avevo fatto tutti i compiti a casa… Sapevo che la mamma mi avrebbe poi permesso di uscire per andare a giocare a calcio… “Ciao ragazzi, giochiamo?”. “No, Mario: tu no”. “Ma ho fatto i compiti…”. “No, Mario: sei nero”.
Durante Juventus-Inter me ne hanno dette di tutti i colori, “Scimmia”. “Negro”. “Torna in Africa”. I buu… Moratti dichiarò che per la rabbia avrebbe ritirato la squadra dal campionato”.

NEL RITIRO DELL’UNDER 21 – “Mentre stavamo chiacchierando, da lontano spunta una moto e uno dei due urla forte: “Negro!”. “Negro schifoso!”. “Negro di m***!”. Poi si avvicinano, rallentano e mi lanciano un casco di banane. Come se fossi una scimmia. Hanno anche sbagliato mira, colpendo la cameriera del bar al posto mio”.

IL RAZZISMO OGGI – “Non sono sicuro che l’atteggiamento della gente sia migliorato.
Il Medioevo è finito, è ora che se ne accorgano tutti. Il cambiamento è in mano alle nuove generazioni; ai nostri figli bisogna insegnare che siamo tutti uguali… Dovrebbe essere scontato, quasi banale, ma non lo è”.

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