Lazio, Giannichedda: “La Coppa Italia è un ricordo magnifico, a Roma ogni successo è amplificato”

GIANNICHEDDA
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LAZIO GIANNICHEDDA – Giuliano Giacchedda, ex centrocampista della Lazio, è rimasto molto legato ai colori e agli anni biancocelesti. Il mediano è intervenuto ai microfoni di gianlucadimarzio.com per ripercorrere le gioie e i dolori della sua esperienza a Roma.

ARRIVO A ROMA – “Avevo voglia di confrontarmi con una piazza importante. A Roma sapevo che le responsabilità sarebbero aumentate, ma mi sentivo pronto. Ero in ritiro con l’Udinese, e avevamo un giorno libero, quindi decisi di alzarmi un po’ più tardi. Quando mi svegliai, vidi che dalle otto in poi avevo tantissime chiamate perse del mio procuratore, di Fiore e della mia famiglia che mi cercavano, per dirmi che bisognava formalizzare il passaggio alla Lazio. Pensai che fosse successo qualcosa di grave, poi chiamai i miei e mi spiegarono tutto.”

RAMMARICO – “Non avere vinto la Coppa Uefa. Eravamo una squadra forte, ma fummo beffati dal Porto di Mourinho.”

RICORDO MIGLIORE – Vincere la Coppa Italia è invece il ricordo più bello, a Roma ogni successo è amplificato.”

LOTITO – “Per me è stato un dovere morale restare, andavano via tutti e bisognava dare un segnale”.

ADDIO –  “C’è stata una lunghissima trattativa con il presidente Lotito, io volevo rimanere alla Lazio e gli dissi “solo la Juventus può farmi cambiare idea”. Sarebbe stata la mia ultima possibilità per vincere qualcosa di importante. Lotito ha fatto di tutto per trattenermi, ma poi gli feci capire che volevo andare alla Juve”.



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