Restiamo in contatto

NOTIZIE

LOTITO: “Stadio? Non ho ancora scelto la location. La Roma? Sta messa anche peggio…”

Il numero uno laziale parla anche dell’addio di Moratti: “E’ finita l’epoca dei presidenti Mecenati. Galliani? E’ il dirigente numero uno del calcio europeo”…

Pubblicato

il

NOTIZIE LAZIO – “Il conflitto tra Thohir e Moratti? Moratti ha rappresentato il periodo passato, del grande mecenate, che per passione ha investito tanti soldi. Oggi sicuramente il calcio, col fair play finanziario necessità di un equilibrio economico finanziario della società. E quindi non consente più di coltivare magari alcune passioni, che possono trovare consenso e invece viceversa, nella fattispecie trovano dissenso. Thohir rappresenta il nuovo modo di fare calcio. E’ finita l’epoca dei presidenti Mecenati. Lo afferma Claudio LOTITO, presidente della Lazio e consigliere federale, ai microfoni di Radio 24. “Per fare il rigore dovevamo andare fino in Indonesia? Questa è una scelta che non sta a me valutare perché Thohir è entrato nel sistema calcio con le idee chiare e sta dimostrando di avere capacità gestionali. E’ bravo? È un presidente che rispecchia la nuova filosofia del fare calcio”. Il numero uno biancoceleste ha invece parole di miele per l’amministratore delegato del Milan, Adriano GALLIANI. “Non si misura il potere contrattuale e la credibilità; è l’autorevolezza che uno acquisisce attraverso il consenso dei proprio colleghi. Galliani è il dirigente numero uno del calcio europeo, affettivamente parlando”.

Lotito ha avuto modo poi di tornare su un progetto a lui tanto caro: ”Per lo stadio della Lazio, dieci anni fa, sono stato un antesignano e abbozzai un’ipotesi di progetto che poi mi fu tarpato su presupposti di alcuni vincoli. Sono curioso di vedere che cosa succede a quello della Roma che si trova in una condizione forse peggiore di quel progetto della Lazio. È totalmente infondato che vorrei una legge senza regole per mettere a frutto i miei terreni sulla Tiberina – ha proseguito Lotito -. Innanzitutto non ho scelto ancora la location, ma al di là di questo, penso che uno stadio debba avere un’auto consistenza di carattere economico-finanziario, un equilibrio economico-finanziario finalizzato sia alla realizzazione che al mantenimento. Quei terreni erano un’ipotesi di lavoro. E’ un’ipotesi ancora vera, sono 550 ettari, penso la più grande proprietà del comune di Roma. Se quei terreni sono a rischio esondazioni? Se sono a rischio esondazione quei terreni, figuriamoci quelli che stanno sulla sponda del Tevere che è dove verrà realizzato lo stadio della Roma. Sono curioso di vedere che cosa succede, se c’è un pari trattamento”.

Il numero uno biancoceleste poi sposta la discussione sugli agenti dei calciatori: Porterò in consiglio federale la deregulation dei procuratori. Per cui non ci sarà più l’albo dei procuratori. Perché lì c’è anche molta ambiguità economica nel passaggio tra i procuratori e questo è nato proprio da alcune norme che avevamo nel nostro sistema. Nel momento in cui c’è la deregulation, viene meno il diritto prioritario che un calciatore ha nei confronti del suo procuratore -continua il patron biancoceleste-. Diciamo che c’è stata in passato una connivenza tra club, procuratori e calciatori. Un pour pourri che ha determinato una forma di consociativismo; io non sono per il consociativismo, sono per la condivisione. Oggi i calciatori hanno un procuratore, che è registrato, e dal quale non si possono muovere. Sono schiavi? Diciamo sono condizionati. Allora nel momento in cui tu hai la deregulation, ognuno si prende chi vuole, nel momento che vuole, e se lo vuole, a quel punto viene meno il potere contrattuale del procuratore. Se hanno coperto tanti affari ambigui in questi anni? Questo non lo so, perché sono cose che non mi appartengono e non mi riguardano”, conclude il presidente della Lazio.

PIÙ LETTI

Lazionews.eu è una testata giornalistica Iscritta al ROC Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 137 del 24-08-2017 Società editrice MANO WEB Srls P.IVA 13298571004 - Tutti i diritti riservati