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LAZIO RENNES PAGELLE – Questa sera, la Lazio ha sconfitto per 2-1 il Rennes in rimonta, grazie alle reti di Milinkovic ed Immobile. Ecco i voti dati alle prestazioni dei biancocelesti, a firma del direttore di Lazionews.eu Paolo Cericola.

Le pagelle

Strakosha 6: prende goal su palla inattiva. Per il resto è impegnato solo su calcio piazzato. 

Vavro 6,5: ha bisogno di giocare e si vede. Ha qualità che non si discute e si vede. Parte a desta nel terzetto difensivo ma chiude centrale.

Acerbi  7: lui non ha la parola rotazione nel vocabolario, c’è sempre e se ne capisce il motivo. Parte centrale e chiude da terzo a sinistra posizione che gli consente di spingere molto in avanti.

Bastos 6,5: non sbaglia nulla. Solito guerriero si getta su ogni pallone spingendosi spesso anche in avanti 

Lazzari 6: è ancora troppo timido rispetto a ciò che era a Ferrara. Inzaghi lo sprona spesso 

Parolo 7: parte mezzala conclude da regista basso davanti alla difesa. Non butta un pallone 

Cataldi 5: non è aiutato dalla squadra ad interpretare il ruolo davanti alla difesa. Si fa travolgere dalla lentezza della manovra sulla mediana 

Berisha  5: torna titolare dopo Cluj ma non lascia il segno. Non gradisce il cambio.  impalpabile. 

Lulic 6,5: fatica nel primo tempo a trovare la consueta profondità. Nella ripresa spinge molto dopo lo svantaggio. 

Immobile 7: per 50 minuti gira senza vedere la possibilità di battere a rete poi con Luis Alberto e Milinkovic in campo tutto è più facile.

Caicedo 6: lotta su ogni pallone come sempre. Si vede poco in zona goal.

Luis Alberto 7: ci mette 5 minuti a prendere la squadra per mano. Le sue verticalizzazioni sono devastanti. 

Milinkovic 7,5: goal ed assist non sono male. Cambia la gara con tranquillità assoluta.

Inzaghi  6,5: va bene la rotazione ma lui esagera. Il primo tempo la squadra fatica a fare gioco. Cambia dopo 50 minuti e prende subito goal ma la marcia è un’altra e si vede. La gara prende la piega giusta quando entrano Milinkovic e Luis Alberto. Per loro speriamo che il turnover finisca qui. Sono bastati 20 minuti……

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Nella notte dei tempi, era il 1994, decisi che il giornalismo doveva essere la mia strada; così è stato. Ho iniziato con il nuoto poi il calcio dei grandi. Ho consegnato giornali nei bar, nei circoli, per strada, annusando il profumo delle rotative ed il fascino della stampa su carta. Mondiali, europei, Nazionale, il miglior momento del calcio Nazionale con le ‘7 sorelle’....non mi sono fatto mancare nulla. Ho lavorato per il Corriere dello Sport, il Tempo, il Giornale, l’agenzia di Stampa Dire, Radio Incontro e dal 1997 sono inviato di Radio Radio. L’unico hobby che ho coltivato ed al quale non rinuncio: 3 figli meravigliosi.

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