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CORRIERE DELLO SPORT. Mancini elogia Klose e la Lazio: «Miro è un mostro, biancocelesti in pole per lo Scudetto»

L’ex allenatore della Lazio parla del calcio italiano

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CORRIERE DELLO SPORT. Mancini elogia Klose e la Lazio: «Miro è un mostro, biancocelesti in pole per lo Scudetto»

L’ex allenatore della Lazio parla del calcio italiano

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Il Corriere dello Sport intervista Roberto Mancini. Subito un pensiero sulla sentenza calciopoli; l’ex tecnico nerazzurro pensa di aver vinto due scudetti oppure tre? «Non ci casco. Sul campo la mia Inter ha conquistato due campionati, il terzo ci è stato dato per malefatte altrui. Il caso è chiuso, bisognerebbe ripartire da zero».

Lei ha trovato un paradiso in Premier, praticamente.  «Ho trovato un Paese che ama il calcio. Qui i nomi degli arbitri neanche li conosciamo, non escono nemmeno sui giornali. La critica c’è, come c’era da noi all’epoca di Ciotti: ma riguarda gli errori dei giocatori e degli allenatori. La moviola non esiste e il calcio non finisce mai sotto inchiesta». I tabloid inglesi, però, sono invadenti. «Sì, c’è una cultura diversa, qui vanno a caccia del gossip ma basta comportarsi bene per non ritrovarsi in prima pagina. Io contesto quello che negli ultimi dieci anni è successo in Italia».

In Italia, invece, accade che una Curva riesca ancora a cacciare l’allenatore: è successo con Mihajlovic a Firenze.
«Peccato, Sinisa è un grande tecnico, non ha avuto fortuna con i viola, ma in Italia si verificano ancora queste situazioni. Se ha l’occasione, vada anche Mihajlovic ad allenare all’estero».

Un grande giocatore potrebbe lasciare la sua città: Daniele De Rossi.  «E’ difficile strappare un calciatore romano e romanista alla Roma. Perché il romano è legato alle sue origini e al suo stile di vita: non sarei sorpreso se rinnovasse il contratto». Nesta, però, è riuscito ad andarsene. «Sì, tra mille sofferenze, poi si è abituato e ora è quasi un milanese. Ma Alessandro ha un carattere più chiuso rispetto a De Rossi, più riservato».  Vuol dire che lei si arrende?  «No, voglio dire che se un giorno De Rossi si metterà sul mercato, il Manchester City ci proverà, come il Real, il Chelsea e tutti i grandi club». Parliamo di Klose, un fenomeno di bravura e serietà. «Sa cosa penso? Che il suo caso è simile al mio quando arrivai alla Lazio».

Si spieghi meglio. «Sbarcai a Roma a 33 anni, mi davano tutti per finito, comunque in fase calante. Vinsi e vincemmo tutto o quasi. Klose è uguale: pensavano tutti fosse in fase di decandenza – io compreso, per la verità – e invece ha portato gol e mentalità. Può cambiare da solo la squadra biancoceleste permettendole di puntare in alto».
Allora ha ragione Lotito: si può vincere senza spendere.
«Andiamo avanti, non è importante».

Lei ne ha cercati almeno tre: Hamsik, Cavani e Lavezzi.
«E chi non li vorrebbe? Ma sarà difficili portarli via da là, soprattutto se in ballo ci sarà lo scudetto. Il Napoli, come la Lazio, è in pole. La serie A è talmente equilibrata che può accadere di tutto».

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