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Il fratello di ZARATE: «Mauro non vuole lo Zenit, può tornare alla Lazio. Bozzo non è più il suo agente»

Sergio Zàrate parla del presente e del futuro di suo fratello

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Il fratello di ZARATE: «Mauro non vuole lo Zenit, può tornare alla Lazio. Bozzo non è più il suo agente»

Sergio Zàrate parla del presente e del futuro di suo fratello

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Sergio Zàrate torna a parlare di suo fratello, annunciando che il procuratore del giocatore non è più l’avvocato Beppe Bozzo; lo fa attraverso i microfoni di TMW, ai quali rilascia una lunga intervista in cui parla anche del futuro di Maurito. Zàrate, che succede a suo fratello? «Ho parlato con Mauro di recente. Mi ha spiegato la situazione…Se non lo lasciano giocare, come può far vedere le sue qualità? Va sempre in tribuna o gioca poco. Quale grande giocatore può fare così? Non è che l’Inter sia la migliore squadra degli ultimi dieci anni. Parliamoci chiaramente. Non ci posso credere. È una situazione incredibile».

E il rapporto con Ranieri? «Il rapporto è buono, ma non capisco perché non lo faccia giocare. Con Reja Mauro ha avuto dei problemi, delle difficoltà. Con Ranieri no, però il motivo per cui un giocatore come lui non giochi e vada in tribuna, davvero, non si capisce». Parlando del futuro, andrà allo Zenit? «Non vuole andare allo Zenit, vuole finire l’anno all’Inter. Poi vediamo».

A giugno potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi russa quindi: «No, ricordate che è della Lazio, con la quale ha due anni di contratto. Se l’Inter non lo riscatta, lui deve tornare a Roma. Poi bisognerà vedere se rimarrà in biancoceleste o se ci sarà un’altra squadra».

Resta il fatto che non è un buon momento per suo fratello: «Siamo tranquilli, Mauro crede nelle sue qualità. Sa cosa può dare. La sua situazione mi dispiace, perché uno come lui non può andare in tribuna. Questa è una cosa che non posso capire, perché non è mica un ragazzino di diciotto anni. Non gioca, quindi l’Inter non lo riscatterà. Dobbiamo aspettare la fine dell’anno, poi vedremo. Intanto c’è una novità importante». Ossia? «È scaduta la procura italiana di Bozzo, non lavora più con noi perché non l’abbiamo rinnovata. Da due giorni sono tornato a gestire Mauro da solo. Abbiamo spedito una lettera a Bozzo, che aveva la delega per un anno. Adesso non lo rappresenta più. Riprendo in prima persona tra le mani la situazione di mio fratello, è meglio così. E tra due settimane sarò in Italia per stargli vicino».

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