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QUI FORMELLO. LULIC piano B per la difesa, DJORDJEVIC torna in gruppo

PIOLI prova il bosniaco nel ruolo di terzino sinistro e riabbraccia l’attaccante serbo…

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QUI FORMELLO – Primo, vero, allenamento con l’EMPOLI nel mirino, con PIOLI di nuovo al lavoro con tutti gli effettivi della rosa. Tutti in campo dalle 16 odierne, eccezion fatta per i degenti del reparto infermeria, che annovera RADU, MARCHETTI, KONKO e GENTILETTI (stamane in PAIDEIA per un check-up) tra le proprie fila. In uscita dal reparto c’è DJORDJEVIC, al passo finale del lungo percorso di riabilitazione, oggi per la prima volta in gruppo per alcune esercitazioni tecnico-tattiche. Tuttavia la convocazione non dovrebbe materializzarsi prima del match in trasferta con la JUVENTUS, a meno di una convocazione-premio, senza velleità d’impiego, come avvenuto per LULIC e BRAAFHIED. Sul campo è tornato a trottare anche Eddy ONAZI, fresco reduce di un problema al ginocchio, di nuovo abile e arruolabile.

PIANO B – Una buona notizia in casa LAZIO, ma comunque in controtendenza con lo stato di micro-emergenza in atto, esclusivamente in difesa, acuito dalle prossime squalifiche di BASTA e MAURICIO. Al posto del terzino serbo CAVANDA ha campo libero, mentre CANA dovrebbe spuntarla su CIANI e NOVARETTI per il ruolo di partner di DE VRIJ. Per l’out di sinistra straordinari in vista per BRAAFHEID, reduce da due partite in quattro giorni dopo il lungo stop per infortunio e visibilmente in debito d’ossigeno nei minuti finali del San Paolo. Quanto basta per cautelarsi con un piano B, che prevederebbe l’impiego di Senad LULIC, eroe di Coppa, sulla linea dei difensori. Una soluzione certamente utile a partita in corso, per un ragionevole ricambio d’ossigeno in attesa del rientro del titolare RADU.

MODULO – Pochi dubbi in difesa, ma anche poche certezze dalla cintola in su. Il modulo prima di tutto: 4-2-3-1 o 4-3-3? Mister PIOLI deciderà solo nella rifinitura di domani, quanto darà vita a prove tattiche di rilievo. Impensabile pensare ad una rinuncia della luce di BIGLIA in cabina di regia, così come di PAROLO nella preziosa funzione di uomo-ombra del centrocampo. Più facile immaginare un esclusione di CATALDI in caso di schieramento versione ‘all in’, con CANDREVA, MAURI e ANDERSON alle spalle dell’unica puntaPer ora KLOSE, con i suoi 37 anni e oltre 180′ di tossine accumulate nelle gambe in pochi giorni, rimane in predicato di panchina, con lo scalpitante KEITA in rampa di lancio per farne le veci nella posizione di centravanti. Non è escluso però, sulla base del conclamato stato di grazia, fisica e mentale, che il tedesco possa dare il suo placet e chiudere il tris.

Francesco Pagliaro

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