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PARIGI – “La Francia è in guerra. Gli atti commessi sono atti di guerra. Hanno fatto 129 morti, costituiscono un’aggressione contro il nostro paese, contro la nostra gioventù“. Queste le decise parole del presidente francese Hollande davanti al Parlamento riunito a Versailles. Dopo un minuto di silenzio continua: “Non è una guerra di civiltà, perché questi assassini non ne rappresentano nessuna. Sono vigliacchi che hanno sparato sulla folla disarmata”.

Stato d’emergenza esteso per tre mesi e Francia che proseguirà ad attaccare in Siria: “La Francia intensificherà gli attacchi in Siria. I miei complimenti ai piloti francesi che ieri hanno portato a termine l’operazione a Raqqa. Non dobbiamo contenere quest’organizzazione, la dobbiamo distruggere – ha aggiunto riferendosi all’Is -. Distruggere Daesh è un problema della comunità internazionale. Vedrò Obama e Putin per unire le forze”.

Poi il presidente francese chiede l’intervento dell’Unione europea: “Dobbiamo unire le nostre forze e unirci in Europa”. Per questo chiedo “al ministro della Difesa” di incontrare i suoi omologhi “ai sensi dell’articolo 47 dell’unione” perchè quando “uno stato viene aggredito tutti gli altri stati devono unirsi per aiutarlo. Qui non si parla di un nemico della Francia ma dell’Europa”, la richiesta agli altri stati europei.

Intanto dalla Francia arrivano conferme importanti: “L’artificiere delle stragi di Parigi è nelle mani della polizia belga”. E’ quanto riferisce Dominique Rizet, un esperto francese ritenuto dall’Ansa, “sempre informato sulle questioni dell’intelligence”. Per lui, l’artificiere sarebbe Mohamed Amri, 27 anni, nonché proprietario della Golf sequestrata a rue Dubois Thorn, attualmente in stato d’arresto.

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