In Lega A arriva il commissario

LEGA SERIE A – Alla fine arriva il Commissario. I Presidenti delle squadre di Serie A non trovano l’accordo, alla fine la Lega Calcio, è costretta a ricorrere a un uomo esterno alla confindustria del calcio per rimettere apposto la situazione. Tanti i temi cui quale dibattere, in primis la riforma dello statuto che ha spaccato il fronte in due blocchi. I 20 club del campionato non sono stati in grado di eleggere un nuovo presidente al posto di Beretta, ogni candidato è stato bocciato dai due schieramenti: da Veltroni a Gagramola, passando per una nuova investitura di Adriano Galliani. Anche ieri l’Assemblea a Milano ha fatto registrare una fumata nera, non sono state rinnovate le nuove cariche della Lega, non è stato approvato il nuovo statuto. L’ultimatum di Tavecchio è scaduto, toccherà al commissario riportare ordine, bisognerà sciogliere il nodo che riguarda l’approvazione del nuovo statuto, che prevede un presidente di garanzia e tre figure esecutive (amministratore delegato, consigliere delegato, direttore generale), ma anche la modifica dei parametri per quanto riguarda la ripartizione dei ricavi. Il toto commissario è già partito e l’amministratore delegato della Juventus Beppe Marotta, non ha perso occasione per lanciare la volata all’attuale Presidente Federale Carlo Tavecchio, “Come Juventus auspichiamo che il commissario possa essere Tavecchio – la scelta temporanea deve rimanere in mano al sistema calcio, il numero uno della FGC è stato da poco eletto con un sistema democratico: naturalmente a questo punto serve un confronto sia con il Ministro dell Sport Lotti, che con il Presidente del Coni Giovanni Malagò“. Potrebbe toccare al Presidente Federale Tavecchio, come in passato toccò ad Abete e Nizzola; ma i tempi sono cambiati, ed il calcio italiano ha perso appeal rispetto agli anni passati. Oggi il calcio è fuori dal Governo dello Sport, non ha alcun rappresentante in Giunta Coni e questo, anche se può sembrare un aspetto secondario, ha un certo peso. Il nuovo Commissario dovrà gestire la Lega, oggi divisa in due blocchi, giocando una partita decisiva come quella delle ripartizione dei proventi. Ma al tempo stesso dovrà confrontarsi con il sistema legislativo del Paese e dovrà gestire al meglio le influenze finanziarie che verranno generate da una competizione come la Champions League; i ricavi che i quattro club otterranno dalla competizione europea andranno a generare uno sbilanciamento all’interno della Lega Calcio, che potrebbe ricadere a cascata sull’intero sistema.

Il Tempo / S. Pieretti

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