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CRAGNOTTI: “Lazio, lo Scudetto è alla tua portata!”

L’ex presidente biancoceleste aggiunge: “Non ci sono squadre insuperabili, la stessa Juventus non è imbattibile. Questa è una squadra che se ci crede può fare grandi risultati”…

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CRAGNOTTI A RADIO SEI – Il suo nome rimarrà scolpito nella storia biancoceleste per sempre: Sergio Cragnotti è stato il presidente del secondo scudetto biancoceleste, colui che ha avuto il merito di aver fatto entrare il club nel novero delle più forti d’Europa e i sette trofei conquistati nel giro di quattro anno lo testimoniano. Lo storico ex presidente è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Sei per parlare della sua gestione, della Lazio di oggi e di tanto altro. Ecco le sue parole:

Su Lazio-Milan
“Seguo le partite, qualcuno in particolare, come quella di domani. Queste sono partite particolari, che sono sentite da tutti, dalla dirigenza, dal presidente, specialmente dai tifosi. In questi scontri diretti si vede il carattere, la combattività della squadra, la voglia di vincere. Sono sfide essenziali per il campionato e per il risultato finale di questa squadra: solo tre squadre vanno in Champions League, quindi la lotta è durissima. Poi dipende tutto dal risultato, si può andare dalle stelle alle stalle. Alla mia epoca si lottava sempre, erano sempre scontri al vertice. Anche adesso però mi sembra la stessa cosa. Se il Milan, invece, dovesse fare bene in questa partita, si rilancerebbe”.

Su Lotito e la “sua” Lazio
“Non sento Lotito, lo conosco pochissimo. Poi comunque sono ormai totalmente estraneo al mondo del calcio. Seguo sempre la Lazio, ma questo non mi dà certo lo spunto per entrare nei discorsi riguardanti la squadra, non credo neanche che sia necessario”.

Sulla sua gestione e la gestione odierna
“All’epoca ci abbiamo messo parecchio tempo: siamo partiti nel 1992, mentre i primi risultati sono arrivati nel 1997/98. Quindi cinque anni sono passati, del resto ci vogliono sempre per organizzare una squadra che possa lottare per lo Scudetto. Poi dipende anche dal numero di squadre che lottano insieme a te. Per la Lazio io credo che quest’anno il grande traguardo possa essere raggiunto. Non ci sono squadre insuperabili, la stessa Juventus è una buona squadra, ma non imbattibile. Questa è una squadra che se ci crede può fare grandi risultati. Dipende dalla costanza, dalla voglia e dallo spogliatoio, non è una cosa che dipende dalla dirigenza. Questi sono i giocatori, ci sono anche grossi ricambi. C’è la possibilità quest’anno di fare un grande risultato, dato anche la mediocrità di questo campionato”.

Sulla classe arbitrale di oggi
“Credo che la situazione sia cambiata, perché sono cambiati i tempi, gli ambienti, i momenti storici che attraversa un Paese. C’è un grande desiderio di trasparenza, di rinnovamento. Anche per quanto riguarda la gestione del calcio, credo si siano fatti molti passi avanti. Sarà ancora un cammino lungo, ma le cose sono cambiate in meglio rispetto al mio periodo. Poi c’è la televisione, che ti fa vedere ogni istante della partita, ti fa vedere ogni errore”.

Sulla rivalità con la Roma
“La rivalità deve esserci sempre. Le forze però devono essere unite nel momento in cui Roma deve rivendicare il suo posto nel calcio italiano. Io credo che ciò sia necessario ancora oggi. Ricordo ancora le battaglie che facemmo con Sensi in Lega, in Federcalcio, battaglie necessarie. Ma la rivalità è un’altra cosa: l’egemonia cittadina, il modo sarcastico di seguire le vicende delle due squadre fa parte dello scenario calcistico della città. Comunque l’impegno comune va difeso e rimane il perseguimento del predominio calcistico romano”.

Sulla Roma
“Credo che questa sia la vera crisi della Roma, non nei giocatori o nello spogliatoio, ma la mancanza di un punto fermo che possa dare tranquillità a tutti. Per i calciatori è importante, e deve essere l’uomo che gestisce economicamente la società”.

Sul nuovo stadio
“Senz’altro questo è stato un elemento negativo della mia gestione. Noi partimmo con progetti pronti e mostrati in Comune nel 1995/96, dove non si parlava di aree residenziali, ma solo del campo di calcio, da realizzare in zona Bufalotta. La cosa però non andò avanti, per evidenti interessi politici. Ancora mi guardo il progetto che ho sulla mia scrivania! (ride ndr)”.

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