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Pioli sui pedali, la scalata ai record e il duello con Eriksson

LAZIONEWS.EU – È il 2° miglior allenatore per media punti, ha blindato l’Olimpico e nel mirino lo svedese…

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Pubblicato il 26/10 alle ore 9.00

LAZIONEWS.EU – Non è mai stato capace di accontentarsi Stefano Pioli, tutto o niente, è questo il credo dell’allenatore laziale. Tante vittorie, giorni bellissimi. Sconfitte stupide, giorni difficili, ma lui c’è sempre stato. Non è uno sprinter nè tantomeno un cronoman, Pioli è uno da grandi corse a tappe. Non sa andare in piano, fare il passista non è nella sua natura. Come tutti i grandi ha bisogno delle difficoltà per esprimersi al meglio, sotto pressione dà il meglio di sè: è stato così l’anno scorso quando l’Etna pareva la montagna designata per la sua sepoltura, è successo anche quest’anno quando le pendici del Vesuvio ne stavano per decretare il ritiro. E invece no, l’allenatore biancoceleste si è tirato sui pedali e ha affondato. Forte, deciso, sicuro come solo chi è consapevole dei propri mezzi può fare. Ha iniziato la salita da solo, ma quando arrivato in cima si è voltato, solo uno era riuscito a tenere il suo passo.

LA CONQUISTA DELL’ALPE D’HUEZ LAZIALE – Una scalata entusiasmante, step by step. Pioli ha sgretolato i record, li ha disintegrati uno a uno. La sua media punti sulla panchina della Lazio parla da sola: 1,86 punti a partita in Serie A. Ha superato di slancio Ballardini (0,96), Rossi (1,47), Petkovic (1,47) e Zoff (1,61), non si è lasciato intimorire da Reja (1,68) e Zeman (1,69). Quando ha affiancato un mostro sacro come Mancini (1,71) lo ha guardato, ha aspettato il momento giusto gustando l’acqua della sua borraccia, poi si è alzato e lo ha seminato. Ora davanti a lui rimane solo uno scoglio, l’Alpe d’Huez con cui ogni allenatore che si è seduto sulla panchina biancoceleste nel nuovo millenio deve fare i conti: Sven Goran Eriksson. Lo svedese è ancora davanti con una media di 1,90 punti a partita, ma sente il fiato del rivale sul collo.

LO SVEDESE NEL MIRINO – Non solo la media punti assoluta, Pioli non vuole lasciare nulla di intentato. Non si accontenta, non ha nessuna intenzione di mollare. E’ abituato alla fatica, vuole conquistare tutte le più grandi corse a tappe della storia laziale. Guardando la media punti relativa alle singoli stagioni è ancora testa a testa con il mitico svedese di Torsby. Nessuno come Eriksson che nell’anno dello scudetto raggiunse la spaventosa media di 2.12 punti a partita, avvicinandola poi sia nel 98/99 che nel 2000/01 in cui si fermò alla soglia dei 2.03. Deve ancora recuperare terreno il tecnico di Parma, ma vede avvicinarsi il rivale, fiuta l’odore di impresa. La scorsa stagione si era fermato a 1.82 punti a partita, quest’anno, in 8 gare, ha incrementato la media arrivando fino a 2. Staccatissimi tutti gli altri a partire da Reja che nella stagione 2010/11 si fermò a 1.74 così come Rossi che nell’anno della Champions toccò quota 1.71. Leggermente meglio fece Mancini nel 2002/03, ma i suoi 1.76 punti a partita non possono certo preoccupare uno come Pioli; la vera sfida è con Eriksson, lo svedese di ghiaccio.

SOLO ALLA META – Un duello che è già storia. Due caratteri agli antipodi: glaciale e riservato Eriksson, un vero e proprio allenatore, nel senso più stretto del termine. Solare e cordiale Pioli, un maestro per i suoi calciatori che tratta come figli, chiamandoli per nome e dispensando consigli. Il tecnico italiano sta costruendo le sue fortune tra le mura amiche dell’Olimpico, quattro le partite e vittorie conquistate senza mai subire gol: Udinese, Genoa, Frosinone e Torino. Un record per la Lazio, in coabitazione con altri grandi che hanno fatto la storia biancoceleste. Adesso Pioli ha la possibilità di entrare nell’Olimpo laziale: se contro il Milan la porta di Marchetti rimarrà imbattuta, l’attuale allenatore biancoceleste eguaglierà il record di Alberto Zaccheroni. Che nella stagione 2001/02 riuscì nell’impresa di pareggiare 0-0 con il Parma e vincere, senza subire gol, contro Atalanta, Brescia, Juventus e Fiorentina. La sfida ancora una volta, però, è con Eriksson e con un insospettabile outsider: Edy Reja. I due, infatti, sono riusciti a vincere quattro partite senza subire gol: il mister friulano nella stagione 2010/11, quello svedese nel 1999/00. Contro il Milan per la storia: il tecnico laziale è già salito sui pedali, c’è un duello da vincere. Il traguardo è vicino, accontentarsi non è nella sua natura.

Matteo Vana

@VanaMatteo

 

 

 

 

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