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Inter-Lazio dalla A alla… Z

DALLA A ALLA Z – La rubrica che vi racconta il match con le lettere dell’alfabeto…

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LA PARTITA DALLA A ALLA Z – Il posticipo della 17esima giornata di Serie A propone il confronto fra Inter e Lazio. I nerazzurri guidano la classifica con 36 punti ed hanno portato a 4 le lunghezze di vantaggio sulle seconde. Il segreto è concentrato sulla sua difesa di ferro, ma nelle ultime settimane pure la fase offensiva è in netto miglioramento. I biancocelesti si presentano al Meazza con appena 20 punti, che valgono la dodicesima piazza. Nello scorso weekend, le aquile hanno pareggiato in casa contro la Sampdoria (1-1), dopo essere stati in vantaggio fino allo scadere grazie ad una rete di Matri. Stefano Pioli deve vincere per arrivare al 2016 con più tranquillità e soprattutto per evitare il tracollo. LAZIONEWS.EU torna con la rubrica “La partita dalla A alla Z”, che vi racconta il match con tutte le lettere dell’alfabeto.

A di Albori. La panoramica si apre con la prima sfida ufficiale tra le due compagini che è datata 9 dicembre 1928. Si impose l’Inter con un secco 3-1 con i gol di Visentin, Blasevich e Meazza. Di Lamon il gol della bandiera biancoceleste. La prima vittoria della Lazio a Milano è datata 16 ottobre 1932: una doppietta di Antonio Bisigato piegò l‘Inter. Lo spettacolare 8-1 del 18 marzo 1934 rappresenta il precedente in serie A con il maggior numero di reti.

B di Braafheid è tornato. Frenato da una brutta distorsione ad agosto, il numero 5 biancoceleste fin qui è rimasto quasi inspiegabilmente fuori dai radar di Pioli, che l’ha prima escluso dalla lista Uefa e poi confinato in panchina. Ma ora sembra essere arrivato finalmente il suo momento: a distanza di sette mesi dall’ultima volta, Braafheid è pronto a scendere nuovamente in campo. Allora c’era proprio l’Inter e la serata si concluse in maniera amara con un’immeritatissima sconfitta 9 contro 11. “Il periodo nero è ormai alle spalle”, postava qualche giorno fa lo stesso Braafheid su Instagram.

C di Coppa Italia. Una qualificazione ai quarti che profuma di aria fresca. La Lazio contro l’Udinese ritrova i pupilli Candreva e Cataldi: il primo firma una prestazione vivace, il secondo il gol del vantaggio biancoceleste. Dopo il solito gol da cineteca di Kone, arriva il pareggio di Matri, subito, a dimostrazione che la squadra vuole vincere. Poi la zampata di Danilo, il figlio prediletto di una Lazio che non ha mai smesso di amare. Si va avanti in Coppa Italia, come i biancocelesti anche l’Inter di Mancini prosegue la sua marcia.

D di Dejan, l’ex. “Lazio? Una vittoria sarebbe perfetta, ci permetterebbe di chiudere al meglio un ciclo. La Lazio è forte ma ultimamente è un po’ in difficoltà, ma vorranno battere la capolista in trasferta per rilanciarsi”. Queste le parole di Dejan Stankovic l’ex che attenderà la Lazio a San Siro. Molto positivo sul percorso dei suoi fino ad ora, ed anche sulla possibile vittoria contro i biancocelesti che potrebbe chiudere l’anno in bellezza.

E di “E sarà Natale…”. Sul fatto che sarà un Natale sereno, resta una certa perplessità. Il regalo sotto l’albero dovranno portarlo Biglia e compagni ai tanti tifosi ormai sconcertati dai risultati: se il Natale significa speranza beh, la Lazio sembra averla sottratta ai supporters, a suon di negative prestazioni e di bastonate a destra e a manca. Festività a parte, sarà un momento di riflessione, per tutti, Lotito compreso. Che magari si degnerà di regalare un sorriso, incartato a Formello, a chi si augura ancora qualcosa di buono.

F di Fischietto. Sarà  Paolo Silvio Mazzoleni a dirigere Inter-Lazio, ultima partita dell’anno solare.  11 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte con l’arbitro lombardo. L’ultimo incrocio risale al 25 ottobre 2015: data dell’ultima vittoria in campionato degli uomini di Pioli: all’Olimpico il netto 3-0 rifilato al Torino.

G di Giornate. Nelle ultime giornate le statistiche parlano chiaro: l’Inter ha vinto sei delle ultime sette partite, mentre la Lazio non vince da sette giornate. Sono sei le sconfitte dei biancocelesti in sette trasferte, come sei le vittorie nerazzurre al Meazza in otto partite. L’Inter va come un treno, la Lazio resta ferma a guardare.

H do Hoedt. Tornerà per San Siro, dopo aver già collezionato 13 presenze con la maglia biancoceleste, 8 in Serie A e 5 in Europa League. Tornerà dopo un inizio che lo ha visto “protagonista” di qualche debacle di troppo, come quella di Napoli, che proprio non gli è andata giù. Ne ha sofferto Wesley, che ha sempre avuto per la Lazio parole al miele: “Ho fatto la scelta giusta”, diceva ai media olandesi che si meravigliavano del suo arrivo a Roma. Eppure il giovane oranje ha fatto spallucce, non ha ascoltato le critiche dei giornali, si è concentrato sul suo obiettivo. Con la Lazio ha ottenuto la maglia della Nazionale, suo traguardo personale. Con la Lazio può fare ancora tanto, forse partendo proprio da Milano.

I di Infortuni. In casa Lazio diversi problemi per Pioli: out gli infortunati Marchetti, De Vrij, Onazi, Lulic e Kishna. Assente anche lo squalificato Mauricio, Pioli è intenzionato a schierare Hoedt in difesa al fianco di Gentiletti. Ballottaggio in attacco tra Felipe Anderson e Djordjevic, mentre a centrocampo spazio a Cataldi.

L di Luci a San Siro. Una delle settimane più calde per Pioli e no solo. Dopo la Tim Cup contro l’Udinese, ecco la trasferta contro l’Inter. “Luci a San Siro…”, si accendono per una gara che ha una valenza opposta per l’una e l’altra compagine: i ragazzi di Mancini pensano in alto, proprio lì dove sono, quelli di Pioli sperano di non sprofondare più in basso di quanto già non abbiano fatto. Da una parte la convinzione dei proprio mezzi, dall’altra i tanti punti interrogativi e qualche lacrima di troppo. Si accendono le luci, si va in scena e per qualcuno forse sarà l’ultimo spettacolo.

M di Marchetti.  Un infortunio assurdo, eppure l’estremo difensore della Lazio non ce la farà nemmeno contro l’Inter. “Il responso è quasi analogo e non è andata male, visto che si poteva pensare anche a qualcosa di peggio. E’ un primo grado al bicipite femorale e per lui vale lo stesso discorso fatto per Gentiletti. I due potrebbero tornare a fare un lavoro leggero sul campo prima di Capodanno, il 28 quando ci sarà la ripresa, ma queste sono valutazioni che verranno fatte giorno per giorno”. Queste le parole del medico sociale biancoceleste in merito alla situazione del portiere laziale.

N di Non si segna più. Tre squadre si dividono il titolo di peggior attacco: Lazio, Palermo e Verona. Tutte e tre hanno siglato soltanto 2 reti nelle ultime cinque partite: un risultato davvero infelice per i biancocelesti, che sempre rispetto alle ultime cinque partite risulterebbero ultimi in classifica. Vincere senza gol è impossibile, specialmente per chi poi non ha neppure una difesa così guarnita. Senza De Vrij la retroguardia da mesi appare spaesata e gli avversari più grandi.

O di Ora parla lo psicologo. Una valle di lacrime. L’immagine ormai di un pianto disperato hanno spopolato sul web e non solo. Lo psicologo dello Sport Alberto Cei ha analizzato l’atteggiamento di Felipe e degli altri e ha commentato: “Le lacrime sono di disperazione, non riescono più a fare ciò che prima gli riusciva con naturalezza. La tensione non aiuta, andrebbe allentata, ma è più facile a dirsi che a realizzarsi. Il grosso delle pressioni arriva dall’esterno, da un ambiente che pretende risultati migliori e a questo non c’è rimedio. Qualcosa si può fare all’interno del gruppo, ma non è semplice”.

P di Precedenti. Le due squadre, che possono vantare un gemellaggio tra tifosi, si sono scontrate 73 volte in Serie A, con statistiche del tutto favorevoli ai padroni di casa: i nerazzurri, infatti, hanno collezionato finora 41 vittorie, contro le 8 laziali. I pareggi, invece, sono stati ben 24. I conti salgono di poco se si considerano le partite di Coppa Italia, Coppa Uefa e Supercoppa di Lega: i precedenti salgono a 45 vittorie nerazzurre, 10 biancocelesti e 27 pareggi. Tra gli incontri, rilevante la partita Inter-Lazio in finale di Coppa Uefa del 1998, che segnò il primo trofeo nerazzurro vinto da Massimo Moratti come Presidente e l’inizio di una nuova era calcistica nerazzurra.

R di Resistere. Più che una prova di forza, si può parlare di una prova di resistenza. Quella contro i titolatissimi nerazzurri sarà una partita complicata, fatta di equilibri che si spera la Lazio riesca a trovare da qualche parte, nei meandri dei ricordi. L’ultima volta fu un regalo dell’arbitro nei confronti di Icardi e compagni, e la rabbia dei tifosi laziali che si sentivano derubati di un’accesso alla Champions che mancava da anni. Era tutta un’altra storia. La rabbia resta, ma ormai è diventata collera più verso se stessi che verso gli altri.

S di Stella d’oro. Inter-Lazio è ricordata agli annali soprattutto perchè rappresentò la partita che consegnò alla Beneamata la prima stella d’oro della sua storia. Il 15 maggio 1966, infatti, alla penultima di campionato, battendo i biancocelesti per 3-1, i nerazzurri si laurearono matematicamente Campioni d’Italia per la 10° volta.

T di Tam tam di nomi. Pioli in bilico, si sa. Se non è bastata la partita di Coppa Italia a delucidare le idee di Lotito, ci penserà senza dubbio quella contro Mancini. Intanto da Inzaghi a Trapattoni, si continuano a susseguire nomi, più probabili e non, di un ipotetico sostituto del tecnico biancoceleste. Tutti però stanno con lui, anche fuori da Formello: il problema non si chiama Stefano Pioli in casa Lazio, è una certezza maturata ormai da media e esperti del mestiere.

U di Ultimo incontro. L’ultimo precedente tra Inter-Lazio è stato esattamente un anno fa: in quell’occasione la gara terminò per 2-2. Finirono il 2014 in tre sul gradino che vale il bronzo (Lazio, Napoli e Samp), ma lasciando aperti i sogni di tutti, Inter compresa. Fu una gara dai due volti, si sparì un tempo a testa. Il primo con la faccia di Felipe Anderson, il secondo quelle di Kovacic e di Palacio.

V di Voci di mercato. Keita continua ad essere al centro dei rumors di mercato. Dopo l’accostamento al Monaco ecco ora spuntare una “nuova” squadra: si tratta del Valencia. Non è la prima volta che gli spagnoli mettono nel mirino il numero 14 biancoceleste e sono pronti a rifarsi sotto alla riapertura del mercato per regalare al neo tecnico Gary Neville un rinforzo in avanti. Le condizioni di Lotito sono chiare: prenderà in considerazione solamente la cessione a titolo definitivo e per lasciarlo andare via pretende una cifra che oscilla tra i 15 ed i 18 milioni di euro.

Z di Zanetti, l’addio al calcio.  10 maggio 2014: l’Inter trionfa con il punteggio di 4-1 nel match d’addio di Javier Zanetti. Una notte indimenticabile iniziata male per i nerazzurri con il gol di Biava e raddrizzata da una doppietta di Palacio, dal gol di Icardi e il sigillo finale di Hernanes.

 

Michela Santoboni

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