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Angelo Gregucci: “Lazio, devi osare! Bisogna puntare al terzo posto”

NOTIZIE LAZIO – L’ex giocatore biancocelese: “Felipe Anderson non sa neanche lui quanto è forte…”

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NOTIZIE LAZIO – Angelo Gregucci, ex giocatore di fede biancoceleste, interviene nella trasmissione radiofonica “Laziali On Air”, in onda sugli 88.100 FM di Elleradio. Queste le sue dichiarazioni circa l’andamento della squadra di Inaghi:

Ci si poteva attendere un impatto del genere da parte di Inzaghi?
“La Lazio sta occupando un posto che le compete, è la quinta- sesta squadra italiana, a volte c’è un catastrofismo eccessivo dovuto alla distanza con la proprietà. Questo si ripercuote anche sulle presenze allo stadio. Qualsiasi problema a mio avviso non dovrebbe mai scalfire la fede calcistica. La verità è che la Lazio ha cinque-sei giocatori al top nell’undici titolare, a partire da Felipe Anderson che forse non sa neanche lui quanto è forte. In più Lucas Biglia può essere considerato il miglior centrocampista centrale del campionato, così come De Vrij in difesa. Eccellenze importanti che fanno volare la squadra. Immobile poi è stato accolto senza ricordare che è già stato capocannoniere della Serie A col Torino. Stanno fruttando degli investimenti che sono stati fatti nel momento sbagliato, quando serviva una squadra subito competitiva nel preliminare contro il Leverkusen. Ora però quei giocatori stanno facendo fruttare l’esperienza. Il merito di Inzaghi è l’attenzione che sta ponendo sul nostro settore giovanile. D’altronde chi meglio di lui può valorizzare giovani che ha già allenato?”.
Napoli-Lazio può essere la partita della svolta in questo momento della stagione?
“Secondo me si può puntare al terzo posto. Arrivare sesti oppure ottavi cambia poco, si deve osare perché ci sono ottime prospettive. Il Napoli in questo momento è in difficoltà dal punto di vista programmatico, aveva preso Milik che era la scelta perfetta per sostituire Higuain e ne sta sentendo tantissimo la mancanza. La Lazio può farsi valere e sarà importante l’unità di un popolo che deve abbandonare il disfattismo totale, letture eccessivamente sciagurate che non portano nulla di costruttivo. Poi anche la società deve finalmente puntare al salto di qualità, prendersi quel rischio d’azienda che non si è accollata per fare la Champions, che al momento è l’unica competizione che porta soldi sicuri fra premi ed indotto”. 
La difesa della Lazio ha migliorato radicalmente il suo rendimento rispetto alla passata stagione:
“Il rientro di De Vrij è stato assolutamente fondamentale, si tratta di un fuoriclasse assoluto. A parte i difensori della Juventus, è il difensore di maggiore livello della Serie A. Io ricordo che quando venne Riedle, ci trovammo di fronte a un fuoriclasse del colpo di testa, era il top della categoria in quella specialità. Ci sono giocatori che hanno una marcia in più e De Vrij ha quella capacità di cambiare faccia ad un intero reparto. I difensori della Lazio sono performanti, ma con l’olandese al loro fianco sono perfettamente guidati. Hoedt nelle partite giocate al fianco di De Vrij si è dimostrato tutto un altro giocatore. Sto poi vedendo giovani difensori italiani che stanno cambiando riferimenti e modo di giocare, un esempio può essere Caldara dell’Atalanta. Si sta tornando a marcare a uomo, un metodo che ha formato cento anni di difensori italiani famosi in tutto il mondo”.
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