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COPPA ITALIA

AAA cercasi “l’eroe del 26 maggio”

LAZIONEWS.EU. L’esterno bosniaco, che aveva iniziato la stagione sulle ali dell’entusiasmo, sembra aver terminato il carburante…

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Collage lulic

LAZIONEWS.EU – Roma-Lazio, 26 maggio, minuto 71: CANDREVA compie la sua ennesima discesa sull’out di destra. Arrivato sul fondo crossa teso al centro sperando che il suo invito possa essere raccolto da qualche compagno. Al resto ci pensa l’incerta uscita di LOBONT che regala ad un biancoceleste la più ghiotta delle occasioni: Senad LULIC, con una zampata graffiante sottoporta, mette a segno forse il gol più importante della sua carriera. Sicuramente quello più indimenticabile. Una storia della quale si conoscono ormai tutte le sfaccettature: la rete che ha regalato la sesta Coppa Italia ai biancocelesti, in un irripetibile derby in finale contro i cugini capitolini, è entrata nella leggenda.

ENTUSIASMO DILAGANTE – Un’estate da eroe: neanche a dirlo ad Auronzo di Cadore era lui il divo della rosa biancoceleste. Tutti lo cercavano, gli chiedevano foto e autografi. E molti di loro avevano indosso la sua maglia con una piccola modifica al numero originale: quel 71 che è stato argomento di discussione per tutto il ritiro. Alla fine il bosniaco ha mantenuto il suo affezionato 19, ma nel frattempo ha lanciato una linea d’abbigliamento ad hoc (la ‘Lulic71’, ndr) per cavalcare l’onda di entusiasmo che si era generata. Una “malattia” contagiosa che lo ha accompagnato per tutta la preparazione: “LULIC che hai fatto!”, “Campi di rendita” era il tenore dei messaggi che i supporters gli rivolgevano ad ogni pallone che toccava in campo.

IL BRUSCO RISVEGLIO – Così come nella mitologia greca Icaro conosce la rovina dopo aver raggiunto l’apice, anche LULIC, inebriato dall’ebrezza del successo, precipita nell’oblio. Se per il figlio di Dedalo arrivò la morte, per il ragazzo di Mostar la “dipartita” è sopraggiunta sul campo. La sua è stata una discesa lenta ed inesorabile: dopo un promettente avvio di campionato, condito da due gol (contro CHIEVO e CATANIA), il bosniaco si è smarrito in maniera progressiva fino al punto di non lasciare più tracce, se non quelle negative. Come è accaduto ieri nel match contro l’ATALANTA: entrato ad inizio ripresa per cercare di dare alla LAZIO il giusto cambio di passo, alla fine si è rivelato essere uno dei protagonisti negativi della gara, con non poche pecche in occasione del gol decisivo di MORALEZ. Un mancato recupero, un ritardo nella diagonale difensiva che testimonia al meglio il momento che sta vivendo: spento e senza idee, LULIC sembra pagare un ritardo di condizione che non fa altro che evidenziarne i limiti tecnici. Il bolide che fino a qualche mese fa arava la corsia di sinistra sembra aver finito il carburante. A REJA ora il compito di REJA di riempire di nuovo il suo “serbatoio”: per la corsa all’Europa la LAZIO ha bisogno del vero LULIC.

Daniele Gargiulo

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