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ANDERSON vs HAMSIK, talenti “ingabbiati” dalla tattica

NAPOLI – LAZIO, IL FACCIA A FACCIA – Il brasiliano ha avuto grandi difficoltà a capire la fase difensiva del calcio italiano; lo slovacco “soffre” se gioca da trequartista puro…

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FACCIA A FACCIA ANDERSON HAMSIK

FACCIA A FACCIA – NAPOLI LAZIO: ANDERSON VS HAMSIK
Questa sera alle ore 20.45 presso lo stadio “San Paolo” di Napoli, LAZIO e NAPOLI si affrontano per i quarti di finale di Coppa Italia. Partita secca, senza ritorno: l’avversaria della Roma nella semifinale della manifestazione nazionale viene decisa stasera nel capoluogo campano. Benitez e Reja avrebbe voluto mettere in campo la migliore formazione possibile, ma a causa di qualche infortunio sono costretti ad attingere dalla panchina. Ed ecco che la LAZIO schiera in campo Felipe ANDERSON, mentre il Napoli si affida alle magie di HAMSIK. Il giocatore slovacco, in realtà, sarebbe teoricamente un titolare inamovibile di questa squadra ma una lunga serie di piccoli infortuni hanno reso “difficile” la sua stagione. Infatti, tra dicembre e gennaio, è sceso in campo dal primo minuto  solo nell’ultima gara di campionato contro il Chievo. Il capitano azzurro  è stato costretto a rimanere fuori dal rettangolo verde per sei partite di fila prima di riassaggiare il campo, non dall’inizio, 15 giorni fa proprio nella partita di Coppa Italia contro l’Atalanta. Anche ANDERSON sta vivendo una stagione travagliata a causa dell’infortunio con il quale è arrivato alla LAZIO e per un adattamento al calcio italiano più difficile del previsto. Ma, in verità, ambedue i calciatori hanno anche difficoltà nel trovare la giusta collocazione nello scacchiere tattico dei rispettivi allenatori. ANDERSON è un trequartista tuttofare: centro, destra o sinistra per lui non fa differenza. Ma le sue prove non sono state confortanti a causa dalla non conoscenza di quei meccanismi di ripiegamento in fase difensiva tanto cari sia a Petkovic che allo stesso Reja. Il talentuoso brasiliano si sente un po’ ingabbiato in un ruolo che è decisamente diverso da quello che ha sempre ricoperto in carriera: ma il calcio brasiliano, come noto, non brilla certo per tatticismo esasperato e il numero 7 biancoceleste sta pagando lo scotto di questa differenza fondamentale. Anche Hamsik è “ingabbiato”.  Arrivato a Napoli 7 anni fa con l’etichetta di trequartista atipico, proprio Edy REJA lo trasforma in interno di centrocampo nel suo 3-5-2 e il ragazzo esplode rendendo al meglio in quella posizione, nella quale riesce a sfruttare i suoi inserimenti e la sua qualità nel palleggio. Con Benitez, “schiavo” del suo 4-2-3-1, trova spazio solo alle spalle della punta perché in un centrocampo a due avrebbe difficoltà a giocare. Inizia bene la stagione ma non riesce ad essere decisivo come negli anni passati faticando non poco a muoversi in questa posizione. I due giocatori sono ingabbiati, schiavi delle loro qualità. Proveranno a venirne fuori stasera per provare e riprendere in mano il proprio destino e inevitabilmente  anche quello delle rispettive squadre.

FELIPE ANDERSON
Nato a Brasilia il 15 aprile 1993, il talentuoso sudamericano inizia la sua carriera al Federal FC dove gioca fino al 2006, anno in cui viene ingaggiato dal Sport Clube Recreativo Gaminha FC. Dopo alcune buone prestazioni viene ingaggiato dall’Astral EC, squadra del Paranà. Nel 2007 si trasferisce nelle giovanili del Coritiba e la stessa estate viene prelevato dal Santos. Fa il suo esordio con lo storico team brasiliano nell’ottobre 2010  e nel gennaio 2011 entra a tutti gli effetti nella squadra titolare. Ancora diciassettenne realizza la sua prima marcatura da professionista e nel 2011 vince la coppa Libertadores e il campionato Paulista. Nel 2011 mette assieme 19 presenze e 1 gol. Il 2012 è l’anno della svolta: diventa titolare e oltre a vincere il campionato paulista, porta a casa anche la Recopa Sudamericana, l’equivalente della Supercoppa Uefa europea. In questa stagione si erge a protagonista indiscusso: 41 presenze, 6 gol e 8 assist. L’esordio stagionale del 2013 arriva il 27 gennaio contro il Bragantino e a fine Campionato Paulista ottiene 15 presenze e la medaglia d’argento, poiché il Santos viene battuto in finale dal Corinthians. Il 18 aprile 2013 gioca la sua prima partita in Coppa del Brasile e a luglio viene acquistato dalla Lazio. Fa il suo esordio con la nuova maglia il 3 ottobre 2013 in occasione della partita di Europa League pareggiata per 3-3 contro i turchi del Trabzonspor, giocando fino al 79′ quando viene sostituito da Keita. Tre giorni dopo, Anderson fa il suo esordio anche in Serie A partendo dal primo minuto in occasione della partita pareggiata per 0-0 contro la Fiorentina, viene sostituito poi da Floccari. Il 28 novembre 2013 trova il suo primo gol, con la maglia biancoceleste, in occasione della partita di Europa League contro il Legia Varsavia, partita vinta 2-0. Al momento il suo score dice: 10 presenze, 1 gol e 1 assist. 

MAREK HAMSIK
Nato a Banska Bystrica il 27 luglio del 1987, HAMSIK inizia la sua carriera nello Slovan Bratislava. Dopo aver fatto la trafila delle giovanili, vincendo i campionati allievi e juniores, esordisce in prima squadra il 24 luglio 2004, tre giorni prima di compiere 17 anni, nella partita di seconda divisione slovacca contro lo Zemplín Michalovce. Due settimane dopo realizza la sua prima rete, ai danni del Tatran Presov. Le sue qualità balzano subito agli occhi dei tanti osservatori ma è il Brescia ad accaparrarsi le prestazioni del giocatore. L’acquisto del giovane centrocampista viene formalizzato nell’agosto del 2004. Hamsik viene aggregato alla squadra Primavera ma esordisce in Serie A in quella stessa stagione. Il Brescia retrocede in B e lui trova molto più spazio in squadra terminando la stagione 2005-06 con 24 presenze. L’annata della svolta è quella del 2006-07: 40 presenze e 10 gol certificano che è un grande talento e infatti viene ingaggiato dal Napoli nell’etsate del 2007. Lo slovacco si presente alla grande al pubblico partenopeo: prima presenza e primo gol in Coppa Italia. Al termine della stagione è il capocannoniere del Napoli con 37 presene  e 9 gol. Da lì diventa ogni anno sempre più decisivo e continua a realizzare non meno di 10 gol a stagione. In questi anni sotto il Vesuvio il suo score è da fuoriclasse: 280 partite, 76 gol e 59 assist. Ma non sono solo i numeri che fanno la differenza: la fa lui con il suo modo di giocare, con il suo amore per la maglia e con quella fascia di capitano che gli splende sul braccio.

Carmine Errico
TWITTER: @carmineerrico 

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