MANDORLINI, dai numeri da incubo con l’Atalanta ai record con l’Hellas Verona

L’ALTRA PANCHINA – La rubrica di Lazionews.eu torna in occasione della sfida tra Lazio e Hellas Verona, ennesima tappa fondamentale e decisiva per l’accesso all’Europa League. L’altra panchina analizza l’allenatore avversario, raccontando carriera, peculiarità tattiche, curiosità e precedenti con la Lazio. Oggi è il turno di Andrea Mandorlini, tecnico dell’Hellas Verona, pronto a guidare i suoi contro Reja lunedì pomeriggio alle ore 19.00 allo stadio ‘Olimpico’ di Roma.

LA CARRIERANato a Ravenna il 17 luglio 1960 inizia la sua carriera da allenatore a 33 anni con il Manzanese, squadra militante nel campionato nazionale dilettanti. Dopo quattro anni da allenatore in seconda del Ravenna, guida la Triestina, lo Spezia e il Vicenza. Nel 2003-04 riporta l’Atalanta in Serie A. Debutto amaro nella massima serie: il 6 dicembre 2004, dopo aver ottenuto sette punti in quattordici giornate, senza alcuna vittoria e con la squadra ultima in classifica a sei punti di distanza dalla zona salvezza, viene sollevato dall’incarico e sostituito da Delio Rossi. La sua è stata la peggiore gestione nella massima serie della storia della società orobica. Breve e negativa la sua parentesi a Bologna, insufficiente quella successiva in C1 al Padova, da dimenticare quella con il Siena in A. Dopo un anno con il Sassuolo riparte dalla Romania: allena il Cluj vincendo il campionato, la coppa nazionale e la Supercoppa rumena. Il 9 novembre 2010 inizia la sua avventura sulla panchina dell’Hellas e scrive la storia del club infrangendo molti record: sei vittorie in altrettante partite casalinghe, come non era mai successo nella storia del club in Serie A, uguagliato il numero di vittorie casalinghe consecutive assolute nella massima serie, precedentemente detenuto dalla squadra nella stagione 2001-02 allenato da Alberto Malesani e Toni miglior marcatore stagionale della storia del Verona.

LA TATTICA – Il marchio di fabbrica delle squadre di Mandorlini è il centrocampo a tre e la difesa a quattro, in attacco si può sperimentare. L’Hellas Verona, in questi tre anni sotto la sua gestione, è scesa in campo praticamente sempre con queste caratteristiche precise. Il tecnico di Ravenna predilige il 4-3-3 perché ama sfruttare le qualità tecniche e la velocità degli esterni che hanno il compito di servire la palla al centro per la classica prima punta alla Toni o per un uomo da aria di rigore come lo sono stati Bjelanovic, Ferrari e Cacia negli anni passati. Saltuariamente ha provato il rombo a centrocampo con un trequartista che aveva il compito di imbeccare i suoi compagni del reparto offensivo, ma lo fatto più per esigenza che per libera scelta . In mezzo al campo ha sempre puntato su un regista di qualità come Jorginho, ora passato al Napoli, un corridore e un giocatore bravo nelle geometrie, deciso nel tackle e abile negli inserimenti in area di rigore. Con l’addio del talento italo-brasiliano, la manovra della sua squadra ne ha risentito e il terribile mese di marzo è anche figlio di questa partenza. Ma poi ha ricompattato la squadra, ha puntato su una mediana più operaia che ha potuto sostenere due esterni d’attacco molto offensivi come Iturbe e Marquinho o Jankovic.E l’Hellas è tornata a volare.

I PRECEDENTI L’allenatore scaligero ha incontrato tre volte la Lazio in passato e il suo score è in perfetta parità: la vittoria della gara d’andata per 4-1 che è costata la panchina a Petkovic, un pareggio raccolto alla guida dell’Atalanta nel 2004 e la sconfitta del 10 gennaio 2012 in Coppa Italia. Partita che segna anche  l’unico precedente di Mandorlini con Reja. Il tecnico goriziano, invece, vanta cinque vittorie, due pareggi e una sola sconfitta contro l’Hellas: era il 18 marzo 2001 e allenava il Vicenza.

Carmine Errico
Twitter: @carmineerrico

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